Questa volta, avvertono gli abitanti, «si è sfiorata la tragedia». A San Donato fiamme tra l’erba, fumo che si alza e paura tra i residenti.
A pochi mesi di distanza dalla stagione invernale dei petardi e dei fuochi d’artificio, esplosi senza riguardo nel tardo pomeriggio e nelle ore serali, anche in presenza di famiglie, giovani e cani, il divertimento dei più giovani ha cambiato forma. Oggi nel mirino ci sono i piumini di polline che ricoprono marciapiedi e aree verdi, trasformati in micce improvvisate con un semplice accendino.
Il parco Don Bosco, colpito da due incendi
Due incendi hanno colpito il parco Don Bosco, sul lato di via Caduti della via Fani, e il vicino giardino Parker-Lennon, in via del Lavoro. Nel primo caso le fiamme si sono sviluppate in più punti, dalle estremità dell’area verde fino alla recinzione delle scuole medie Besta. Nel secondo, i batuffoli di polline sono stati incendiati intorno alle 20. Cresce il sospetto che dietro almeno uno dei roghi, in particolare quello di via del Lavoro, ci sia un atto doloso.
E’ stato determinante l’intervento dei vigili del fuoco, supportati dalla polizia, che in entrambi i casi hanno evitato conseguenze peggiori.
«Probabilmente una bravata»
«Probabilmente una bravata», racconta la donna che ha lanciato l’allarme, dopo aver visto le fiamme propagarsi. «C’erano alcuni ragazzini, sembravano minorenni, che giocavano con un accendino sul prato. Poi sono scappati in monopattino, ma senza allontanarsi troppo».
L’incendio al Parker-Lennon
Il rogo al giardino Parker-Lennon ha interessato l’area attorno al campo da basket, danneggiando anche un tratto della recinzione. Solo il rapido intervento dei soccorsi ha impedito che l’incendio si estendesse a tutto il giardino.
Una situazione di degrado generale: i residenti chiedono maggiori controlli
Da tempo il comitato Sicurezza San Donato denuncia una situazione ormai cronica, chiedendo maggiori controlli e una presenza costante nel parco. «Segnaliamo da mesi gruppi di ragazzini che si muovono tra le vie limitrofe, come Sacco e Gandusio – spiegano –. Serve un presidio fisso: qualcuno sul posto che possa intervenire o contattare subito le forze dell’ordine».
Il problema, però, va oltre gli incendi. I residenti parlano apertamente di degrado, insicurezza e spaccio, fenomeni che interessano in particolare l’area verde. Nel mirino anche una baracchina all’interno del parco, già segnalata più volte per attività sospette legate al consumo e alla vendita di sostanze.
(Fonte: Il Resto del Carlino, Maria Teresa Mastromarino)
