Non tutti i matrimoni riescono bene e anche nel passato, nonostante i matrimoni fossero soprattutto politici e organizzati per finalità ben chiare, ci sono stati sodalizi che non sono andati a buon fine o che, quantomeno, possiamo dire poco riusciti: uno di questi è quello tra Francesca Bentivoglio e Galeotto Manfredi.
Lorenzo Costa, poco prima del 1490, ritrasse l’intera famiglia Bentivoglio (padre, madre, 7 figlie e 4 figli) e oggi noi vediamo questa “foto di famiglia” nella cappella Bentivoglio in San Giacomo. Fra le figlie, Francesca è raffigurata in abiti vedovili, il che data la pittura a dopo il 31 maggio 1488. Oltre l’abito nero sul capo tiene un velo di seta nero, una specialità di Bologna che ne riforniva tutta Europa.
Niente di strano, è solamente una giovane vedova in lutto… solo che il marito lo aveva fatto uccidere lei.

Particolare della Pala Bentivoglio: Francesca è la terza da sinistra (Lorenzo Costa – Wikipedia)
Galeotto Manfredi e la prima compagna
Galeotto era pervenuto alla signoria dopo molte vicissitudini che lo avevano portato anche a Ferrara da dove era tornato con una compagna bellissima, ma non nobile, Cassandra Pavoni, che gli avrebbe dato tre figli.
La storia d’amore di Galeotto e Cassandra ebbe inizio durante l’esilio ferrarese di Galeotto, e quando egli tornò trionfante a Faenza, nel 1477, portò con sé la bellissima amante. Il loro amore proseguì indisturbato per anni. Per lei Galeotto fece adornare i palazzi di penne di pavone, commissionando questo motivo agli abili maestri ceramisti faentini. Da allora le ceramiche faentine sono ricche di motivi legati al pavone.
Galeotto aveva la necessità politica di fare un adeguato matrimonio e Cassandra andò in convento, ma solo per le apparenze: uno dei figli nacque proprio in convento.

Pala Bentivoglio (Lorenzo Costa – Wikipedia)
Il matrimonio tra Francesca Bentivoglio e Galeotto Manfredi
Nel 1482 Galeotto trovò la sposa giusta per il proprio rango. Francesca Bentivoglio aveva 14 anni quando si sposarono mentre il Signore di Faenza ne aveva quasi trenta di più.
Francesca e Galeotto ebbero un figlio, Astorgio (o Astorre), ma il matrimonio, fra i sospetti politici fomentati da Bologna e il legame mai interrotto con Cassandra, andò a rotoli.
Prima Francesca fuggì a Bologna col figlio, poi con la garanzia del Papa e di Lorenzo de Medici tornò a Faenza. Il problema non era certo l ‘infedeltà del marito, in questi matrimoni politici l’amore non c’entrava mai, ma la perdita di prestigio di fronte all’amante, più bella e amata di lei a Faenza.
Francesca tornò, nel 1488, ma solo per uccidere il marito assieme ad altri tre congiurati.
La successione del piccolo Astorgio alla signoria di Faenza non fu mai messa in dubbio, ma la sua tutela venne assunta dai più importanti membri della città, con la garanzia delle truppe di Lorenzo, che aveva preso prigioniero Giovanni I Bentivoglio, padre di Francesca, per impedirgli di diventare padrone anche di Faenza.
Poi Giovanni poté tornare a Bologna e anche Francesca tornò a vivere coi suoi. Nel 1494 si risposò con Guido Torelli, Marchese di Casei e Cornale, a cui diede 4 figli. Francesca, rimasta vedova nel 1501 dopo che Guido Torelli venne ucciso dai nipoti, tornò nuovamente a Bologna e morì nel 1504.
