Ridurre il peso della burocrazia, accelerare gli investimenti e rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale. È questa la linea tracciata dal nuovo presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Riccardo Fava, alla sua prima uscita pubblica dopo l’elezione dello scorso giugno. Tra le richieste rivolte alla Regione spicca un obiettivo preciso: abbattere del 30% i tempi necessari per ottenere autorizzazioni e permessi, considerati oggi uno dei principali ostacoli alla crescita delle imprese.
Energia e infrastrutture al centro
Tra le proposte illustrate compare anche la volontà di trasformare l’Emilia-Romagna in un territorio pilota per la sperimentazione dei microreattori nucleari destinati alle aree industriali. Secondo Confindustria, il tema energetico rappresenta una leva decisiva per garantire competitività alle aziende nei prossimi anni. Parallelamente, resta alta l’attenzione sulle infrastrutture: Fava ha riconosciuto che la soluzione individuata per il Passante non rappresenta quella ideale, ma ritiene che possa comunque produrre benefici concreti, ribadendo inoltre l’importanza di opere ancora ferme, come la Cispadana.
Imprese – Investimenti e ostacoli
L’indagine presentata dall’associazione evidenzia come l’85,7% delle imprese abbia in programma investimenti nel 2026, per un valore complessivo di 611 milioni di euro, in calo rispetto all’anno precedente. Un dato che, secondo Confindustria, riflette soprattutto il clima di incertezza economica e geopolitica. Tra i principali freni segnalati dalle aziende emergono proprio la burocrazia, l’instabilità internazionale e la difficoltà nel reperire personale qualificato.
Architetti contro la Soprintendenza
Sul fronte amministrativo arriva anche la presa di posizione dell’Ordine degli Architetti di Bologna, che ha scritto al ministro della Cultura Alessandro Giuli denunciando i ritardi nei pareri della Soprintendenza. Secondo i professionisti, alcune autorizzazioni richiederebbero fino a otto-dieci mesi, ben oltre i tempi previsti dalla normativa, con conseguenze dirette sull’attività progettuale.
