Il Cinema Ritrovato continua a trasformare Bologna in un crocevia internazionale della settima arte, e tra gli ospiti più attesi di questa edizione c’era senza dubbio Isabella Rossellini. L’attrice e regista ha incontrato il pubblico al Cinema Modernissimo e successivamente in piazza Maggiore, dove ha presentato Wild at Heart, portando sul palco non soltanto un film cult, ma una vita interamente immersa nel cinema. Con il suo sorriso inconfondibile e la naturale eleganza che da sempre la contraddistingue, Rossellini ha ripercorso frammenti della propria storia personale e artistica, regalando al pubblico ricordi capaci di intrecciare dimensione privata e grande storia del cinema.

Dal video dell’inaugurazione del Cinema Modernissimo (©CinetecaBologna)
Il valore del Cinema Ritrovato al Modernissimo
Per Rossellini, il valore della rassegna bolognese va oltre la semplice celebrazione cinematografica. «Questo festival va oltre il successo commerciale», ha spiegato. «crea una comunità, che è una cosa davvero creativa, perché la gente del cinema si incontra come faceva un tempo, parla, scambia idee. Un po’ come succede a Cannes». Parole che ben sintetizzano lo spirito del festival, da anni punto di riferimento per cinefili, registi e professionisti del settore. Durante l’incontro al Modernissimo, il direttore della Cineteca, Gian Luca Farinelli, ha inoltre mostrato materiali provenienti dall’Archivio Roberto Rossellini, recentemente accolto a Bologna, offrendo l’occasione per un viaggio ancora più profondo nella memoria familiare dell’attrice.
I ricordi di famiglia: Rossellini, Bergman e Fellini
Nei racconti di Isabella emergono figure leggendarie, ma descritte con sorprendente umanità. Del padre, Roberto Rossellini, ha ricordato il carattere protettivo, quasi possessivo, soprattutto durante l’adolescenza. «Quando da adolescente iniziai ad avere dei fidanzati lui era incredibilmente apprensivo, tornavo a casa la sera e lo trovavo col ghiaccio in testa… mi fai venire l’emicrania diceva. Ho conosciuto un uomo antico». Anche il rapporto tra Ingrid Bergman e Rossellini è riemerso nelle sue parole. Un amore travolgente ma logorato dalla pressione esterna e dalla continua esposizione mediatica.
Scorsese e Lynch, due scuole diverse di cinema
Tra i capitoli più affascinanti del racconto ci sono quelli dedicati ai suoi grandi amori e collaborazioni artistiche. Del matrimonio con Martin Scorsese, durato cinque anni, Rossellini conserva un ricordo profondamente formativo. «Lui mi faceva vedere dei film in proiezioni private per insegnarmi il cinema». Un vero percorso educativo, quasi una scuola personale di cinema d’autore. Diverso, ma altrettanto intenso, il rapporto con David Lynch, regista con cui ha lavorato in opere iconiche come Blue Velvet. «Per capire se una scena la stavi facendo bene dovevi seguire le sue emozioni, se era felice andava bene, in Blue Velvet mi ha diretta come un violino…».
