Attorno alla seconda metà del Quattrocento sorsero in molti luoghi dell’Italia settentrionale i cosiddetti “Compianti”, gruppi scultorei che, in terracotta o in legno, rappresentavano e rappresentano, attorno al Cristo morto e deposta dalla croce, il pianto dei suoi cari. E così anche a Bologna ne vennero realizzate.
Sono opere di forte espressività: dovevano rappresentare un enorme dolore e suscitare emozioni egualmente forti in chi le osservava.
Differenza tra Compianto e Pietà
I Compianti sono composti da otto personaggi desunti dai racconti evangelici:
- Cristo morto
- Maria, la Madonna
- Maria di Salome (sorella/sorellastra della Madonna)
- Maria di Cleofa (sorella/sorellastra della Madonna)
- Maria di Magdala (la Maddalena) riconoscibile dalle vesti eleganti
- Giuseppe d’Arimatea, colui che offre il sepolcro con in mano le tenaglie
- Nicodemo
- Giovanni Evangelista, un giovane
Vi sono poi altre rappresentazioni dello stesso avvenimento, ma con meno o con altri personaggi: allora siamo di fronte alle cosiddette “Pietà”.
I Compianti presenti a Bologna e provincia
A mia conoscenza, di Compianti a Bologna ce ne sono sei. Nel caso ne stessi dimenticando qualcuno siete pregati di inserirlo nei commenti in calce, in modo che si possa aggiornare la lista.
I primi tre citati, hanno statue di misura inferiore alla grandezza naturale delle persone.
- Nella chiesa parrocchiale di Loiano;
- Nella basilica di San Luca (opera di Gandolfi);
- Nella chiesa di San Bartolomeo;
- Nella basilica di San Petronio in fondo alla navata di destra in una specie di grotta a fianco della cappella maggiore c’è un compianto policromo opera di Onofri;
- Nella cattedrale di San Pietro. Dopo essere stato relegato molto tempo nella cripta, in anni recenti è stato posto nella prima cappella a destra un bellissimo compianto di Alfonso Lombardi. Da notare che le tre Marie sono scolpite in un unico blocco (la Madonna ha uno svenimento e le sorelle la sorreggono);
- In Santa Maria della Vita. Questo per ogni bolognese è il Compianto per eccellenza, molto noto a ogni cittadino è opera in terracotta di Niccolò dell’Arca in terracotta.
![Compianto di Alfonso Lombardi nella Cattedrale di San Pietro Bologna [Wikipedia]](https://radiabo.it/wp-content/uploads/2026/06/Compianto-di-Alfonso-Lombardi-nella-Cattedrale-di-San-Pietro-Bologna-Wikipedia-1024x682.jpg)
Compianto di Alfonso Lombardi nella Cattedrale di San Pietro Bologna (Wikipedia)
Il Compianto di Niccolò dell’Arca in Santa Maria della Vita
Come dicevamo, tutti i bolognesi lo conoscono e sono abituati a vederlo monocromo, ma in origine non lo era, inizialmente il Compianto era colorato.
È un capolavoro della scultura ma è stato apprezzato e valorizzato solo dall’ultimo secolo. Le opere in terracotta venivano considerate inferiori a quelle in marmo; spesso questi gruppi non erano per chiese ma per oratori, e poi l’ideale di bellezza classico non esprime i sentimenti con violenza.
Ma era molto venerato dal popolo che frequentava il centro che lo indicava come “le Madonne brutte” o addirittura “le Burde” (di cui parleremo in calce).
La sua rivalutazione iniziò alla fine dell’800, quando venne riscoperta la firma di Niccolò dell’Arca. Gabriele d’Annunzio ne rimase folgorato e ne scrisse ne “Le faville del maglio”. Oggi lo vediamo alla destra dell’altare maggiore con le statue collocate secondo la maniera suggerita da Rubbiani.

Compianto Niccolò dell’Arca, particolare (Wikipedia)
Personaggi mancanti in due Compianti bolognesi
Un particolare, che a volte sfugge, è che nei due compianti di Onofri e Niccolò manca un personaggio: Nicodemo in quello della Vita e Giuseppe d’Arimatea in quello in San Petronio. Questo non fa di loro delle Pietà, perché inizialmente i personaggi erano davvero otto.
Si pensa ad una “epurazione politica” in quanto le statue mancanti sembra avessero le fattezze di Giovanni II Bentivoglio, non più signore della città. Ipotesi non priva di documentazione e molto suggestiva.
Le Madonne “brutte” e le Borde.
Come accennato in precedenza, visti i volti contratti e stravolti dal dolore del Compianto di Niccolò dell’Arca, questo gruppo statuario veniva anche detto delle “Madonne brutte”, o anche delle Borde.
La Borda, o Burda, è una creatura leggendaria della tradizione orale dell’Emilia-Romagna e di altre aree padane. La Burda è una strega orribile che appare nelle giornate di nebbia e uccide chi ha la sventura di incontrarla. Personificazione della paura legata alle paludi, agli stagni e ai canali, veniva spesso utilizzata come spauracchio per i bambini, in modo da tenerli lontani da queste zone che in passato erano assai pericolose.
