La lunga attesa è finita. Domani mattina alle 8 migliaia di studenti torneranno a sedersi tra i banchi per affrontare la prima prova scritta della Maturità, l’esame che da sempre rappresenta uno dei momenti più significativi del percorso scolastico. In provincia saranno 7.837 i candidati chiamati a confrontarsi con l’ultimo ostacolo prima del diploma: 7.067 studenti interni, 537 provenienti dalle scuole paritarie e 233 candidati esterni. Dopo venticinque anni torna ufficialmente la denominazione di “Maturità”, archiviando quella di Esame di Stato. Un ritorno simbolico che richiama una tradizione profondamente radicata nell’immaginario collettivo e che continua a conservare un forte valore educativo e personale.

Le novità dell’edizione 2026
L’appuntamento di quest’anno presenta alcune modifiche organizzative. Le commissioni saranno composte da quattro commissari, due interni e due esterni, ai quali si aggiungerà il presidente esterno. Complessivamente saranno operative 186 commissioni, con il coinvolgimento di 744 docenti e 186 presidenti. Dopo il tema di italiano, venerdì sarà la volta della seconda prova dedicata alle discipline caratterizzanti i diversi indirizzi di studio. Il colloquio orale, invece, coinvolgerà quattro materie: le due oggetto delle prove scritte e altre due individuate a livello ministeriale.
Anche il sistema di valutazione mantiene una struttura articolata. Il voto finale sarà espresso in centesimi e terrà conto del percorso svolto nel triennio, delle prove scritte e del colloquio orale. Tra gli elementi considerati rientrerà anche il percorso di crescita personale dello studente. Attenzione inoltre alla condotta: chi conseguirà il voto di sei dovrà realizzare un elaborato dedicato alla cittadinanza attiva e solidale.
Un banco di prova che va oltre i voti
Gli studenti coinvolti appartengono a percorsi formativi differenti: 4.103 frequentano i licei, 2.372 gli istituti tecnici e 1.362 quelli professionali. Numeri che raccontano la dimensione di un appuntamento capace di coinvolgere l’intero sistema scolastico del territorio. A pochi giorni dall’inizio degli esami, il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Giuseppe Antonio Panzardi, ha voluto rivolgere un messaggio ai maturandi, sottolineando il significato profondo di questa esperienza.
«L’esame di Maturità è ineluttabile. Arriva per mettere alla prova i candidati nell’ultimo scoglio da superare prima del conseguimento dell’agognato diploma. Proprio la sacralità del rito suggerisce rigore, rispetto, impegno».
