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Bologna e dintorni

Le quattro Santa Tecla di Bologna

Nella storia di Bologna si possono contare ben quattro chiese intitolate a Santa Tecla, ma ad oggi non ne rimane nessuna: sono state tutte abbattute in tempi e per motivi differenti.

Palazzina in Santa Tecla (© Biblioteca Salaborsa)
Palazzina in Santa Tecla (© Biblioteca Salaborsa)

Il palazzo elegante e trapezoidale che poco prima della basilica di Santo Stefano fa da spartitraffico fra Via Santo Stefano e l’inizio di Via Farini è, come dice il cartiglio sulla porta, la “Palazzina Santa Tecla”, costruita negli anni Sessanta dell’800 da Coriolano Monti nell’ambito dei lavori per la apertura della nuova Via Farini.

Come mai questo riferimento al nome di una Santa oggi sconosciuta a Bologna? Bisogna andare all’inizio del Cristianesimo: Tecla era una giovane discepola di San Paolo sfuggita più volte al martirio per intervento divino, c’è una gran quantità di leggende agiografiche su Santa Tecla.

Santa Tecla, da Milano a Bologna

Il suo culto, quindi, è antichissimo e attecchì anche in occidente, soprattutto a Milano. Vicino al Duomo ci sono i resti archeologici della Basilica di Santa Tecla, la parrocchia stessa del Duomo è intitolata a Santa Tecla e infine lì vicino c’è una Via Santa Tecla. Milano era la capitale dell’impero, il Vescovo di Milano era il metropolita con giurisdizione anche su Bononia. Forse fu Sant’Ambrogio stesso a portare questo culto da noi. E a Bologna ci furono, nel tempo, ben quattro chiese dedicate a Santa Tecla.

Targa nella Palazzina in Santa Tecla in ricordo della Chiesa

Targa nella Palazzina in Santa Tecla in ricordo della chiesa (© Biblioteca Salaborsa)

La prima Santa Tecla di Bologna, quella in Santo Stefano

La prima, la più importante, quella di cui il palazzo nominato all’inizio è il ricordo, sorgeva da tempo immemorabile nello slargo oggi creato dalla divaricazione delle vie Farini-Santo Stefano.

Questo luogo era noto come “valle di Giosafat”, nome collegato alla denominazione antichissima di “Santa Gerusalemme” data al complesso stefaniano. La chiesa di Santa Tecla fu parrocchia fino al 1566 e fu abbattuta nel 1798. Ma evidentemente ne restò un ricordo tale da essere ricordato nella nuova situazione urbanistica.

In questa chiesa era un dipinto di Lorenzo Costa del 1496 raffigurante “Madonna col Bambino, San Petronio e Santa Tecla”, detta anche Pala di Santa Tecla che ora si trova in Pinacoteca.

Pala di Santa Tecla (Lorenzo Costa - © Catalogo dei Beni Culturali Italiani)

Pala di Santa Tecla (Lorenzo Costa – © Catalogo dei Beni Culturali Italiani)

Santa Tecla in Porta Nuova, due chiese entrambe abbattute

Una seconda chiesa fu Santa Tecla di Porta Nova, nella attuale via IV Novembre. Venne abbattuta nella prima metà del ‘200 per la costruzione della prima parte dell’attuale Palazzo Comunale, il Palazzo delle Biade.

A seguito di ciò, sempre nella stessa via, fu costruita una terza chiesa, Santa Tecla e Silvestro. Al tempo del legato Androino de la Roche (seconda parte del ‘300) venne costruita la recinzione che ancora oggi delimita la vasta area del Palazzo Comunale e la chiesa fu abbattuta.

La quarta Santa Tecla di Bologna

La quarta era Santa Tecla dei Lambertini, che fu una delle cinque chiese che furono abbattute, insieme ad un intero quartiere e una torre, per fare spazio a San Petronio nel 1390. Si trovava dove ora c’è la scalinata d’ingresso e il sagrato della basilica, probabilmente verso l’angolo con via Archiginnasio.

In molti testi Santa Tecla dei Lambertini è chiamata “dei Lambertazzi”: ho usato il nome “Lambertini traendolo dal libro “Bologna Sacra. Tutte le chiese in due millenni di storia” di Marcello Fini, edito da Pendragon (2007).

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