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Il ritorno del Teatro Comunale: la stagione 2027 tra lirica, repertorio e danza

Teatro Comunale di Bologna ©RadiaBo
Teatro Comunale di Bologna ©RadiaBo

Il ritorno del Teatro Comunale di Bologna segna una stagione destinata a entrare nella storia. Dopo quattro anni di restauri, il sipario tornerà ad alzarsi e i riflettori ad accendersi nella sede originaria di Piazza Verdi, restituendo alla città uno dei suoi luoghi simbolo e inaugurando una nuova fase nel rapporto tra il teatro e il pubblico.

Complessivamente la stagione offrirà sette opere in forma scenica, due in forma di concerto, oltre a un ricco programma di appuntamenti sinfonici e di danza, nel segno di un teatro che, tornando nella sua casa storica, guarda al futuro con l’ambizione di essere sempre più un punto di riferimento culturale aperto alla città.

La stagione 2027: Tante storie – Un filo comune

A presentare la stagione 2027 sono stati la sovrintendente Elisabetta Riva e il direttore artistico Pierangelo Conte, alla presenza dell’assessora regionale Gessica Allegni. Il cartellone, intitolato Tante storie – Un filo comune, propone un dialogo continuo tra tradizione e contemporaneità, intrecciando opera, danza e musica sinfonica in un percorso che mette in relazione epoche, linguaggi e sensibilità diverse.

Più che il semplice ritorno in uno spazio restaurato, quello del Comunale è il rilancio di un’idea di teatro aperto e permeabile, una vera casa della cultura capace di dialogare con la città. Un progetto coltivato da anni, che punta a unire il repertorio lirico con la modernità, valorizzando il patrimonio artistico senza rinunciare alla sperimentazione.

«Oggi non stiamo semplicemente restaurando un teatro. Stiamo cercando di ripensare il modo in cui il teatro dialoga con la città», ha sottolineato la sovrintendente Elisabetta Riva.

Le celebrazione avverranno il 14 febbraio 2027

Le celebrazioni prenderanno il via il 14 febbraio 2027 con un concerto nella Sala Bibiena diretto da Daniele Gatti, dedicato ai compositori che hanno segnato la storia del Comunale – Christoph Willibald Gluck, Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi e Richard Wagner. Sarà il prologo di un mese di eventi quotidiani pensati per accompagnare la riapertura del teatro.

Il ritorno di Ulisse in patria come rinascita del teatro

Se la stagione precedente aveva come fulcro il tema Verso Itaca, il ritorno trova il suo compimento con Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi, in scena dal 2 al 7 marzo. L’opera, mai rappresentata prima al Comunale, sarà proposta nella trascrizione per le scene moderne di Luigi Dallapiccola, con la regia di Daniele Abbado e la direzione di Fabio Biondi. Una scelta che richiama il tema del ritorno e diventa metafora della rinascita del teatro, coinvolgendo artisti, maestranze, orchestra e territorio in un unico grande racconto.

I grandi classici del repertorio

Il cartellone proseguirà con due grandi classici del repertorio: Madama Butterfly di Giacomo Puccini, dal 30 marzo al 4 aprile, con la regia di Monica Manganelli e Anna Pirozzi nel ruolo di Cio-Cio-San, e Carmen di Georges Bizet, dal 7 al 14 maggio, firmata da Pier Francesco Maestrini. Entrambe sono nuove produzioni del Teatro Comunale destinate a entrare stabilmente nel repertorio della Fondazione.

Tra le novità più significative figura anche Vanessa di Samuel Barber, su libretto di Gian Carlo Menotti, in programma dall’11 al 16 giugno dopo essere stata scelta per inaugurare il 69° Festival dei Due Mondi con l’Orchestra della Fondazione Lirico Sinfonica. A chiudere la stagione operistica, dal 26 al 30 novembre, sarà Accabadora, tratta dal romanzo di Michela Murgia, con musica di Francesco Filidei, reduce dal successo scaligero de Il nome della rosa.

Spazio alla danza

Spazio anche alla danza, che il 13 e 14 marzo proporrà La sagra della primavera, il capolavoro creato nel 1913 da Vaslav Nijinskij e Igor Stravinsky, interpretato dalla stella spagnola Sergio Bernal. La stagione sinfonica, invece, si aprirà il 10 gennaio con Sebastian Weigle sul podio per dirigere l’oratorio Elias di Felix Mendelssohn, insieme al Coro del Teatro Comunale preparato da Claudio Marino Moretti.

(Fonte: Il Resto del Carlino, Pierfrancesco Pacoda)

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