L’ultimo Osservatorio della Sede Regionale di Banca d’Italia è un “bollettino meteo” che preanucia nuvole grigie sull’economia regionale per il 2026. E non che il 2025 sia andato molto meglio, visto che ha registrato una crescita minima (+ 0,5) del nostro territorio. Questa analisi, sostanzialmente, è stata confermata dalla Confesercenti, che dalla Lombardia fino al mare, ha rilevato la scomparsa di 6mila negozi di vicinato.
Banca d’Italia: modesta crescita e incertezza sul futuro
Vi proponiamo alcuni passaggi dell’Osservatorio.
«La Regione ha continuato a crescere moderatamente, in un contesto i cui consumi si sono mossi in maniera modesta e la spinta è venuta da investimenti delle imprese e dei lavori pubblici». Pietro Raffa, direttore della Banca d’Italia di Bologna, ha poi continuato, spiegando che lo scorso anno la crescita si è attestata ad un modesto +0,5%. Una crescita determinata soprattutto dagli interventi nel pubblico del Pnrr, Piano che avrà la sua terminazione naturale nel 2026. Anche gli interventi sul capitolo “innovazione” ha svolto la loro parte, ma il 2026 si è aperto con dei sostanziali rallentamenti, dovuti alle «incertezze geopolitiche, restrizioni commerciali e dalla debolezza dell’industria».
Quali settori più in difficoltà?
Raffa continua nella sua presentazione, sottolineando come sia quello manifatturiero il settore più colpito. Di contro costruzioni e servizi hanno il segno più davanti. Ma l’Osservatorio Banca d’Italia tocca anche l’argomento Intelligenza Artificiale “denunciando” che solo il 22% delle aziende la ha introdotta nel processo produttivo. Anche se si prevede un incremento comunque contenuto nei prossimi anni.
Sicuramente il settore più colpito è quello del commercio di vicinato, dove fra il 2014 e il 2025 le chiusure dei negozi hanno proceduto alla velocità di 1,4 chiusure al giorno. Questo dato ha comportato un saldo netto negativo di meno 6mila negozi chiusi. Nel dettaglio hanno chiuso un terzo delle macellerie, si sono dimezzate le edicole, mentre sono incrementati in maniera esponenziale le vendite online.
Cruda la realtà nei numeri di Confesercenti: sono 266 Comuni su 330 che hanno visto sparire un’attività di base nell’ultimo decennio, con una previsione di peggioramento.
