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Cinema

Trilogia de “Il Signore degli Anelli”: alcuni dettagli che (forse) non hai mai notato

Nonostante siano passati ormai 25 anni dalla sua prima, la trilogia de “Il Signore degli Anelli” regala ancora piccole sorprese e dettagli interessanti ogni volta che viene riguardato. Ecco 10 dettagli che (forse) non avevi mai notato…

Trilogia Il Signore degli Anelli
Trilogia Il Signore degli Anelli

Sebbene l’adattamento cinematografico abbia dovuto compiere scelte a volte dolorose, la trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson è celebre per la sua incredibile attenzione ai dettagli. Anche dopo numerose visioni, è possibile scoprire piccoli elementi inseriti dagli ideatori sullo sfondo che arricchiscono la narrazione: alcuni avvicinano il film agli scritti di Tolkien, altri personalizzano maggiormente l’adattamento rendendolo comunque eccellente.

Sono vari i creator che hanno spulciato in lungo e in largo le pellicole per trovare i cosiddetti Easter Eggs o qualunque piccolo dettaglio, tra questi c’è il canale YouTube Fellowship Updates, che ha evidenziato ben 25 dettagli interessati. Ne abbiamo selezionati 15, quelli che riteniamo più particolari e interessati, per gli altri vi rimandiamo al video originale.

Dettagli de “Il Signore degli anelli”: Il pugnale insanguinato di Sauron

In un brevissimo fotogramma del prologo, Sauron tiene in mano un pugnale insanguinato. Questo dettaglio deriva da una versione tagliata della scena in cui Sauron mescolava il proprio sangue all’oro fuso per forgiare l’Unico Anello. L’utilizzo del proprio sangue è poi ripreso in modo corretto anche dalla serie Amazon Prime “Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere”.

Il cameo musicale di Pipino alla festa

Prima di essere introdotto ufficialmente, Peregrino Tuc (alias l’attore Billy Boyd) appare sullo sfondo durante la festa di Bilbo suonando uno strumento simile a un banjo, descritto come un ukulele hobbit. Solo in un secondo momento apparirà assieme a Merry intento dilettarsi coi fuochi d’artificio.

Pipino suona l'hukulele (immagine tratta da Reddit)

Pipino suona l’hukulele (immagine tratta da Reddit)

Un dettaglio familiare: I ritratti dei genitori di Bilbo

I dipinti di Bungo Baggins e Belladonna Tuc che pendono a Casa Baggins sono basati sui volti del regista Peter Jackson e di sua moglie, la co-sceneggiatrice Fran Walsh.

Il porta-pipa nel bastone di Gandalf

Il bastone di Gandalf presenta una piccola scanalatura curva nella parte superiore, progettata appositamente per contenere la sua pipa, oggetto fondamentale quando si reca in Contea e non solo. Questo dettaglio pratico scompare quando Saruman sottrae il bastone allo stregone.

Le rovine dell’Eregion

Dopo aver lasciato Gran Burrone la Compagnia cammina tra le rovine dell’Eregion, il luogo dove, millenni prima, furono forgiati gli Anelli del Potere. Nel film non vi sono accenni di sorta, ma il richiamo agli accadimenti della Seconda Era che si vedono raccontati nella serie di Amazon Prime “Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere” è chiaro.

Legolas cammina sopra la neve

Difficile non accorgersene, ma durante l’attraversamento del passo di Caradras, mentre gli altri membri della Compagnia affondano fino alla vita, si può notare che Legolas cammina senza sforzo sulla superficie della neve, riflettendo la natura leggera degli elfi descritta da Tolkien.

L’identità del nano Ori a Moria

Il nano morto da cui Gandalf prende il libro a Moria è Ori, uno dei membri della compagnia di Thorin ne “Lo Hobbit”. Le parole lette da Gandalf sono gli ultimi istanti di vita scritti da Ori prima che la stanza fosse invasa. Questo non è il solo riferimento al libro e poi alla trilogia in cui sono raccontate le avventure di Bilbo Baggins.

Dettagli de “Il Signore degli Anelli”: l’ascia bipenne Gimli

Uno dei dettagli più interessanti è sicuramente l’ascia a doppia lama di Gimli. Nonostante sia la sua arma iconica, Gimli non inizia il viaggio con quell’ascia. Quando parte da Gran Burrone, possiede solo un’ascia da cammino e altre più piccole. È solo nella tomba di Balin che Gimli, nel calore della battaglia, raccoglie l’ascia a doppia lama da terra, facendola diventare il suo simbolo per il resto della trilogia in quello che sembra un tributo silenzioso ai nani caduti.

Le stelle negli occhi di Galadriel

Per riflettere la descrizione di Tolkien secondo cui Galadriel aveva occhi pieni di luce antica, i registi hanno usato uno speciale set di luci chiamato “Galadriel light”. Piccole luci poste fuori campo creano un riflesso simile a stelle nelle pupille di Cate Blanchett. Tutti si sono resi chiaramente conto della presenza di queste luci, ma non tutti sanno che il set venne studiato appositamente e battezzato, appunto, “Galadriel light”.

Il sistema di luci battezzato "Galadriel Light" (Immagine tratta da Reddit)

Il sistema di luci battezzato “Galadriel Light” (Immagine tratta da Reddit)

Le differenze nelle statue dell’Argonath

Mentre nel libro le statue rappresentano Isildur e suo fratello Anárion, nel film sono state modificate per raffigurare Isildur e suo padre Elendil. I realizzatori hanno persino aggiunto i resti di una cava alla base di una statua per suggerire come siano state costruite.

I bracciali di Boromir indossati da Aragorn

Dopo la morte di Boromir, Aragorn inizia a indossare i suoi bracciali di cuoio decorati con l’Albero Bianco di Gondor. Questa aggiunta, suggerita dall’attore Viggo Mortensen, è un modo potente per onorare il sacrificio di Boromir e accettare il proprio destino verso il trono di Gondor.

La spilla elfica di Gandalf il Bianco

Quando Gandalf si ricongiunge ad Aragorn, Legolas e Gimli, indossa la stessa spilla elfica di Lórien ricevuta dagli altri membri della Compagnia. Questo perché, sebbene non specificato nel film, dopo la sua resurrezione Galadriel lo accolse a Lórien donandogli nuove vesti bianche.

Villaggi in fiamme a Rohan

Mentre Gandalf, Aragorn e Legolas cavalcano verso Edoras, si possono notare in lontananza incendi all’orizzonte, segno che le forze di Saruman stavano già devastando le terre di Rohan.

L’Occhio di Sauron sulle armature dei Nazgûl

Un dettaglio visivo inquietante si trova nelle piastre pettorali dei cavalli dei Nazgûl. Se osservate da vicino, la forma del metallo ricorda il design dell’Occhio di Sauron, a simboleggiare il controllo totale dell’Oscuro Signore sui suoi servitori. Questo è un dettaglio che dimostra una volta di più la qualità eccelsa dei vestiti di scena della trilogia.

Lo stendardo di Dol Amroth

Chiudiamo con una perla per chi ama il libro, un cameo che fa digerire meglio uno dei tagli di cui si diceva in apertura. Durante l’incoronazione di Aragorn appare, anche se troppo brevemente e in posizione decentrata, lo stendardo blu col cigno bianco di Dol Amroth. Dol Amroth e il suo signore Imrahil sono tra i più importanti alleati di Gondor ed ebbero un ruolo chiave nella difesa di Minas Tirith. Imrahil, in cui scorreva sangue elfico e numenoreano, era cognato di Denethor III e divenne anche suocero di Éomer che alla fine della Guerra dell’Anello ne sposò la figlia.

Stendardo di Dol Amroth (immagine tratta da Reddit)

Stendardo di Dol Amroth (immagine tratta da Reddit)

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