Ancora un consiglio letterario qui su Radiabo, dove la letteratura non manca mai visti i due programmi radiofonici che parlano proprio di libri e tutto quello che ad esso è collegato. Oggi parliamo de “L’immensa distrazione” di Marcello Fois, e dell’intervista fatta all’autore da Elisa Bochicchio durante una puntata di “Un libro nel cuore”.
Questo libro era anche stato uno dei suggerimenti per il Natale 2025.

Copertina de “L’immensa distrazione” di Marcello Fois
“L’immensa distrazione”, di Marcello Fois
Pubblicato da Einaudi nel 2025, “L’immensa distrazione” segna il ritorno di Marcello Fois al grande romanzo familiare. La storia prende il via con un incipit folgorante: una mattina il novantacinquenne Ettore Manfredini muore, ma ha la netta sensazione di svegliarsi. Da quell’istante sospeso Ettore diventa un narratore onnisciente capace di ripercorrere non solo la propria vita ma anche i segreti e i pensieri mai confessati della sua famiglia.
Al centro del racconto c’è la trasformazione di un macello kosher, acquisito durante le leggi razziali del 1938, in un vero e proprio impero industriale della carne in Emilia. Attraverso quattro generazioni, Fois dipinge un affresco dove ricchezza e menzogna si intrecciano indissolubilmente. Il titolo stesso racchiude il cuore filosofico dell’opera: l’idea che vivere non sia altro che un’immensa distrazione dal pensiero della morte, un affannarsi quotidiano in “cose indifferenti” per non guardare in faccia la propria fragilità.
Marcello Fois si racconta a “Un libro nel cuore”
E durante la puntata di “Un libro nel cuore” che potete riascoltare anche qui, Marcello Fois ha svelato i retroscena e le ispirazioni profonde di questo romanzo.
L’idea è nata dalla lettura di un articolo medico riguardante un paziente deceduto durante una risonanza magnetica, in cui i medici osservarono un’intensa attività cerebrale per circa 40-50 secondi dopo il decesso. L’autore ha quindi immaginato l’intero romanzo come il racconto di quel brevissimo “corridoio” temporale tra la vita e la morte definitiva.

Marcello Fois (© Wikipedia)
Un nuorese a Bologna
Nato a Nuovo, Fois vive a Bologna da oltre 40 anni e ha scelto di ambientare questa storia in una zona abbastanza vicina alla nostra città, in un triangolo tra Castelnuovo Rangone, Montale e Settecani. Lo scrittore ha descritto questi luoghi come caratterizzati da una “ricchezza sobria” molto concreta, sfondo ideale per la scalata sociale dei Manfredini.
Durante l’intervista, l’autore, si è definito come “fornitore di lemmi”, sottolineando che il compito della letteratura è fornire le parole giuste per esprimere sentimenti che i lettori già provano ma che non sanno articolare. Ha inoltre paragonato la lettura a un “allenamento aerobico”, criticando l’idea che sia un talento innato: per saper leggere bene e sviluppare senso critico, occorre esercitarsi quotidianamente
