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Vent’anni di domande nel riflesso di Google

Dalle incertezze quotidiane ai dubbi esistenziali: l’analisi di vent’anni di interrogazioni online svela i segreti, le fragilità e i reali bisogni dell’umanità attraverso il più famoso motore di ricerca.

What we ask Google?
Copertina della versione inglese del libro "What we ask Google?" (@Radiabo)

Ogni giorno un quesito diverso: ci svegliamo cercando un rimedio ai postumi della sera prima, a pranzo non siamo in grado di bollire un uovo e la notte veniamo risucchiati in un turbinio di domande esistenziali sul senso della vita. Nel mezzo? Una strana curiosità sui dinosauri dai 500 denti.

A metterci a nudo davanti allo specchio è Simon Rogers, data editor di Google, che nel suo ultimo saggio “Chiedilo a Google” ha analizzato due decenni di query degli utenti. Il risultato? Un ritratto dell’umanità tanto buffo quanto drammaticamente vero: senza un motore di ricerca, ormai, non sappiamo fare più nulla.

Google

Le domande più frequenti

Di seguito degli estratti dell’intervista pubblicata da Giulia D’Aleo per La Repubblica.

Se gli alieni leggessero le nostre ricerche, cosa capirebbero di noi?

«La prima: spesso ci sentiamo soli, ma non lo siamo. Ogni cosa che chiediamo online viene cercata contemporaneamente da migliaia di altre persone […]. Seconda: vogliamo davvero aiutare il prossimo […]. E la terza: non sappiamo fare nulla. Non a caso domandiamo “come annodare la cravatta”».

Uno spaccato di umanità piuttosto buffo.

«È comune che la gente cerchi: “Posso avere un panda come animale domestico?”. E no, chiaramente non si può».

Le intramontabili?

«Il meteo è una linea piatta. Per questo è un ottimo metro di paragone […]: a settembre del 2021, per esempio, la serie coreana Squid Game lo ha superato in tutto il mondo».

Anche il tempo è una costante.

«Quando torna l’ora legale la gente si chiede “Perché sono così stanco?”. C’è un ritmo nel modo in cui interroghiamo il motore di ricerca. […] la notte le domande diventano gradualmente più esistenzialiste: “Cosa sto facendo?” è una di queste».

E durante l’anno?

«A gennaio prevalgono “palestra” o “come saldare i debiti”. […] in autunno le persone desiderano cose accoglienti: vestiti comodi, zuppe calde. In inverno torna in voga “cuffing season”».

Possibile che siamo tutti simili?

«Nei sogni le differenze sono nette: […] I russi cercano “cosa significa sognare di raccogliere funghi”, i portoghesi l’aglio, gli inglesi le volpi».

La maggior parte sono domande pratiche. Dipendiamo troppo dalle ricerche online?

«Negli Stati Uniti “come riparare una porta” viene chiesto più della media globale, in Italia si cerca aiuto per la lavatrice. Non credo che le persone abbiano sempre saputo come fare queste cose, solo che ora possono avere istruzioni in fretta».

E senza vergogna.

«I social sono artificiosi, sui motori di ricerca possiamo essere autentici. Alcuni quesiti sono molto teneri: “Come capire se piaci a una ragazza” ».

Ma non esiste una vera risposta.

«Forse crediamo che tutti sappiano cosa fare, tranne noi. Cerchiamo solo conforto. Pure “dovrei fare figli?” è molto frequente. Anche se di recente è stata surclassata da “dovrei prendere un cane?”».

Uno specchio della società.

«Negli ultimi anni “prendersi cura dei genitori” è cresciuto più di “prendersi cura dei figli”: è la generazione “sandwich” […]. Nel 2004 le domande sul matrimonio egualitario erano principalmente “contro le nozze gay”, ma dieci anni dopo sono diventate neutre. […] E ogni giorno il 15% delle domande rivolte a Google è totalmente nuovo».

L’Ia generativa, però, sta cambiando le abitudini di ricerca. Google sarà soppiantato?

«Non credo sia il momento. […] Sicuramente i chatbot stanno ridisegnando il modo in cui poniamo le domande: niente parole chiave, ma query tre volte più lunghe».

I grandi assenti del suo libro sono politica, guerra, cronaca nera.

«I dati sono più ottimistici di quanto ci aspetteremmo. […] più di frequente vogliamo sapere “come fare la cosa giusta”, “come aiutare gli altri”. Non siamo terribili come crediamo».

Le domande nell'arco della giornata

Le domande più frequenti nell’arco della giornata

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