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Bologna, locali in crisi: chiude anche il Café de la Paix

Tra flessione del turismo e caro-vita, il capoluogo emiliano perde oltre cento attività di ristorazione in sei mesi: la contrazione del settore colpisce anche lo storico punto di ritrovo equosolidale.

Cafè de la paix
Immagine generata con AI (@Radiabo)

A Bologna la ristorazione subisce l’ennesimo colpo con la chiusura dello storico Café de la Paix in via Collegio di Spagna.

L’addio al celebre social bar biologico ed equosolidale rappresenta l’emblema di una maligna inversione di tendenza per i locali della città.

La crisi dei locali e l’addio al Café de la Paix

Come ricostruito nell’articolo di Alessandra Testa per il Corriere di Bologna, il settore sta vivendo una fase di profonda trasformazione e contrazione dopo un decennio di crescita travolgente.

Oltre al Café de la Paix, la mappa dei recenti addii annovera storiche realtà come la trattoria L’Autotreno in via Saffi, Villa Aretusi a Borgo Panigale e InCantina in via del Carro.

I dati ufficiali della Camera di Commercio certificano un calo drastico: soltanto tra la fine del 2025 e il 30 giugno 2026 si registrano 122 chiusure totali nell’area bolognese, con un saldo negativo di 38 locali nel solo comune capoluogo e 84 nell’area metropolitana.

Dopo il picco massimo di 3.760 attività registrato nel 2023 sotto le Due Torri (e il picco provinciale di 7.364 nel 2021), la spinta del turismo si è arrestata di fronte al crollo del potere d’acquisto di salari e pensioni, rendendo insostenibile la spesa media di 60 euro a pasto evidenziata da Daniele Ravaglia, presidente della fondazione Bologna Welcome.

Le contromisure di Palazzo d’Accursio

I turisti, sempre più inclini a dividere le porzioni al tavolo o a ricorrere al delivery in camera d’albergo, riflettono una crisi a cui si aggiungono le problematiche di sicurezza percepita in città.

Per correre ai ripari, il Comune di Bologna e le associazioni di categoria cercano di intervenire attraverso la rivitalizzazione dei mercati, la valorizzazione degli hub urbani e il sostegno alla proposta di legge di Confesercenti a tutela del commercio di vicinato, mentre continuano a far discutere le mosse della giunta, come l’ipotesi — avanzata e poi ritirata dal sindaco Matteo Lepore — di innalzare la tassa di soggiorno a 10 euro giornalieri.

E tu cosa ne pensi?

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