Il nuovo stadio di Bologna, la struttura moderna e polifunzionale che sorgerà nel quartiere fieristico della città grazie agli investimenti del club calcistico Bologna FC 1909 e dell’ente BolognaFiere, potrebbe ottenere comunque i finanziamenti statali anche nel caso in cui non venisse scelto per ospitare gli Europei del 2032. Come racconta Marco Madonia sul numero odierno del Corriere di Bologna, è stato lo stesso sindaco di Bologna Matteo Lepore a confermarlo.
Nuovo stadio di Bologna, le parole del sindaco Lepore: «Non è un progetto simile a Fico, vogliamo rimanere con una quota importante»
Ospite del programma “Casa Cotti ” sul canale TRC, il primo cittadino del capoluogo emiliano ha raccontato di aver parlato con il ministro dello Sport Andrea Abodi: «Nei giorni scorsi ci siamo visti con il ministro Abodi e ci ha confermato che non saranno finanziati solo gli stadi selezionati tra i cinque che ospiteranno Euro 2032». Di conseguenza, anche il nuovo stadio di Bologna (che concorre assieme al Franchi di Firenze, al nuovo Bentegodi di Verona, alla futura struttura di Roma Pietralata e a numerosi altri stadi italiani) potrà ricevere ulteriori finanziamenti per il completamento dell’opera.
Il costo totale del progetto è stimato a 300 milioni di euro, gran parte dei quali arriverà dai due proponenti: Joey Saputo, patron del BFC, dovrebbe investire circa 50 milioni, mente l’Ente Fiere stava pensando di metterne almeno 60 (anche grazie al finanziamento soci). Altri fondi arriveranno da sponsor e collaborazioni, tra cui una possibile partnership con Plenitude. Il Governo, poi, potrebbe fornirne altri 25 o 30 a prescindere dalla partecipazione o meno a Euro 2032.
Lepore ha in seguito ricordato alcuni dei dettagli dell’opera, che prevede 35mila posti e una natura multifunzionale, con una copertura totale e un manto retrattile che lo rendono perfetto per ospitare vari tipi di iniziative tra cui manifestazioni sportive, fiere, congressi, concerti e spettacoli.
Insomma, un progetto ambizioso e attesissimo che punta a rendere ancora più attrattiva la città. Ciononostante, le critiche non sono mancate. «Ho letto che in questi giorno molti parlano di una svendita, di un progetto simile a Fico, ma non è così – replica Lepore – Non intendiamo scendere in minoranza della Fiera, se ci sarà bisogno abbiamo intenzione di ricapitalizzare pur di rimanere con una quota importante. Questa collaborazione pubblico-privata è strategica per far crescere la società e per valorizzare ancora di più il distretto fieristico».
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