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Bologna – Redditi più bassi e cala di conseguenza il potere d’acquisto

Un’analisi effettuata dalle Acli mostra la fotografia di Bologna per quanto concerne la discesa dei redditi e l’aumento dei costi

Le Due Torri di Bologna (© Roberto Castano - Pexels)
Le Due Torri di Bologna (© Roberto Castano - Pexels)

Non è un segreto, ma è necessario – sempre – attendere i dati ufficiali e contestualizzarli. Bologna e i bolognesi si stanno impoverendo. Le fasce di popolazione che prima venivano considerate ‘alte’ stanno scivolando nella fascia media, mentre la popolazione relativa alla fascia media scivola verso il basso. Questa è l’apertura dell’articolo di Daniela Corneo apparso nelle colonne dell’edizione odierna de il Corriere di Bologna. Tra il 2024 e il 2025 i redditi dei bolognesi, sostiene Acli, hanno subito una modifica sostanziale. La perdita di potere d’acquisto si aggira intorno ai 500-650 euro all’anno.

L’analisi sul territorio di Bologna

Resta una disparità nel salario tra uomini e donne, nonostante nell’ultimo triennio la situazione reddituale delle donne sia complessivamente migliorata. Il divario è più accentuato nei quartiere considerati benestanti, mentre si appiana nei quartieri con redditi minori. In cifre, osservano le Acli, una disparità di trattamento di circa 7.000 euro, non più tollerabile a parole, ma nei fatti ancora in vigore.

Dove si perde maggiormente il potere d’acquisto dei bolognesi? Case e spese sanitarie. Filippo Diaco, presidente del patronato Acli, è netto sulla questione: «dobbiamo mantenere alta l’attenzione sul tema del caro affitto che continua a ripercuotersi sulle famiglie bolognesi, ma anche sulle disparità di genere che continuano a persistere. Le persone fragili e sole sono sempre di più. La politica del bonus non è quella che serve alle persone e alle famiglie: un anno ci possono essere e l’anno dopo, invece, chissà. Sarebbe meglio avere maggiori detrazioni in dichiarazione dei redditi».

Anche la presidente delle Acli di Bologna, Chiara Pazzaglia, è intervenuta in seguito alle rilevazioni effettuate. «Mentre i redditi reali  nel 2025 risultano penalizzati dall’inflazione la spesa sanitaria continua ad aumentare, determinando una pressione crescente sui bilanci delle famiglie. Anche nelle fasce medio-alte si taglia sulla sanità e, di fatto, si rinuncia a fare visite di prevenzione, è un dato rilevante. L’emergenza casa colpisce soprattutto le donne sole che hanno redditi minori fin dall’inizio della carriera. Occorre pensare a un welfare di genere, altrimenti questo problema diventerà emergenziale».

In sostanza, mentre l’inflazione a Bologna è cresciuta dell’1,7% tra 2024 e 2025 i redditi non hanno fatto lo stesso balzo in avanti, rimanendo ancorati al passato. Stipendi fermi, redditi in discesa, aumento delle spese legate alla sanità e costo della vita, a tratti, insormontabile. Questa è una delle possibili – tristi – diapositive degli ultimi anni.

 

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