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Bologna, a Pierangelo Conte la sovrintendenza del Teatro Comunale

L’attuale direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna Pierangelo Conte diventa anche sovrintendente

Teatro Comunale di Bologna ©RadiaBo
Teatro Comunale di Bologna ©RadiaBo

Stabilito il nuovo sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, tornato nella sua sede storica di Piazza Verdi dopo anni di assenza a causa di lunghi e complessi lavori di ristrutturazione iniziati nel 2022. Nel ruolo che fu di Elisabetta Riva (la quale ha dovuto lasciare la carica a inizio ottobre per motivazioni di carattere familiare) è infatti subentrato l’attuale direttore artistico Pierangelo Conte, trevigiano classe 1967. A riportarlo è Piero Di Domenico sul numero odierno del Corriere di Bologna.

L’attuale direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna Pierangelo Conte svolgerà anche la funzione di sovrintendente, tra novità e un calendario ricco di impegni

Dare continuità al progetto era fondamentale. Di conseguenza è stata presa la decisione di assegnare il titolo di sovrintende a qualcuno che ricoprisse già un ruolo all’interno del Teatro Comunale. In questo senso la scelta migliore (e anche quella maggiormente anticipata) è ricaduta sul direttore artistico Pierangelo Conte, che ricoprirà entrambe le funzioni dopo l’ok del del ministro della Cultura Alessandro Giuli.

A Conte spetta ora il compito di dare il via alla nuova stagione. La riapertura ufficiale della sede di Piazza Verdi è infatti prevista per il 14 febbraio 2027. «Ci sono appuntamenti già definiti e la situazione va monitorata costantemente. C’è anche la voglia di trasmettere l’idea di come sarà il prossimo Comunale. Questo è un ruolo diverso, che attiene alla visione complessiva del teatro» sono le prime parole del nuovo sovrintendente.

Le novità, dunque, non mancheranno. «A me piacerebbe un teatro aperto 365 giorni l’anno, che offra momenti di confronto per le forze intellettuali e sociali della città – prosegue Conte – Un teatro che ospiti opera, balletto, concerti sinfonici e da camera, ma che sia anche un momento di scambi di idee. È un sogno su cui stiamo lavorando».

Il programma a partire dalla riapertura appare ricco di appuntamenti. «Sicuramente nel mese dell’inaugurazione ospiteremo presentazioni di libri, convegni, mostre, tante attività collegate alla musica e all’arte. Il nostro teatro è un monumento per quello che ha significato per il bolognesi ed è anche un museo, uno dei teatri storici rimasti più vicini all’originale. Quando si entra in un teatro come il nostro ci si rende conto del valore della storia» conclude.

 

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