Scene scioccanti in piazza Minghetti, nel centro storico di Bologna: sabato mattina un autista della Tper in servizio sulla linea 96 è stato aggredito da un uomo che, dopo avergli staccato a morsi un pezzo di orecchio, si è dato alla fuga. La polizia ha avviato subito le ricerche e il responsabile (un altro passeggero del bus) sarebbe già stato identificato.
Autista di bus aggredito, la categoria in sciopero davanti alla sede di Tper per chiedere maggiore sicurezza sui mezzi pubblici
In base alle prime ricostruzioni riportate dai quotidiani locali, sembrerebbe che la violenza sia scaturita da un motivo futile. Il mezzo, infatti, si sarebbe arrestato qualche metro dopo la fermata. La ricostruzione dell’intera dinamica, tuttavia, è ancora in corso e le indagini terranno conto dei video di sorveglianza prelevati dal sistema di sicurezza del bus. Intanto l’autista ferito, pur essendo molto scosso, è stato soccorso e medicato con alcuni punti di sutura.
Nel frattempo, però, i dipendenti di Tper e tutti i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Usb e Faisa Cisal) hanno proclamato uno sciopero di otto ore per ieri mattina, in aggiunta al presidio tenutosi davanti alla sede in via Saliceto della società che gestisce i bus del trasporto pubblico emiliano-romagnolo. Un articolo comparso sul numero odierno del quotidiano Repubblica approfondisce quanto accaduto, evidenziando anche la decisione dei sindacati di coinvolgere la Prefettura di Bologna.
La categoria, insomma, ha perso la pazienza di fronte alle innumerevoli aggressioni subite. Sputi, minacce, persino molestie sessuali ai danni delle conducenti donne: da metà maggio a metà giugno le forze dell’ordine sono dovute intervenire una volta ogni 24 ore soltanto a Bologna.
«Chiediamo di poter operare in condizioni di sicurezza. Abbiamo un tavolo aperto in Prefettura sulla questione della sicurezza. Chiediamo che ci portino soluzioni, come il posto guida chiuso» afferma Francesco Vito di Usb. Purtroppo, però, quello del conducente Tper non è un caso isolato. Lo scorso gennaio, ad esempio, l’omicidio del capotreno di 34 anni Alessandro Ambrosio aveva sconvolto l’intera città, attirando ancora una volta l’attenzione sul problema della sicurezza per i lavoratori del trasporto pubblico.
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