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Bologna capitale dell’innovazione: il We Make Future punta all’edizione dei record

Oltre 1.000 speaker, 800 espositori e delegazioni da 90 Paesi: il We Make Future si prepara all’edizione più grande della sua storia, confermando Bologna come polo strategico dell’innovazione mondiale.

Bologna - We Make Future

We Make Future torna a BolognaFiere con un’edizione che si annuncia come la più grande di sempre. Da domani a venerdì, Bologna diventerà il centro di gravità dell’innovazione internazionale, ospitando aziende, startup, investitori, istituzioni e professionisti provenienti da ogni parte del mondo. Per il CEO Cosmano Lombardo, il successo dell’evento è il risultato di una crescita costruita su basi solide e su una visione chiara. «Siamo nati come festival formativo e siamo diventati una fiera internazionale B2B capace di unire istituzioni, imprese e investitori», spiega Lombardo. Una trasformazione che ha ridefinito il concetto stesso di manifestazione fieristica, portando il WMF a diventare una piattaforma attiva durante tutto l’anno, capace di attrarre capitali e promuovere il sistema industriale italiano nel panorama globale.

We Make Future 2024 | GA Agency

Numeri da record e una Bologna al centro del futuro

I numeri raccontano con precisione la portata dell’evento: 70 mila metri quadrati di area espositiva, oltre mille speaker, 800 espositori e delegazioni provenienti da 90 Paesi. Una dimensione internazionale che consolida la città come hub strategico per il futuro tecnologico europeo. La scelta di Bologna non è casuale. Il territorio ospita realtà chiave come il CINECA e il supercomputer Leonardo, elementi che rafforzano il ruolo della città come polo di ricerca avanzata. Nei padiglioni della fiera prenderà forma una vera e propria “città dell’innovazione”, dove business, ricerca e sperimentazione si incontreranno.

Come si traduce l’innovazione in valore reale?

Per Lombardo, il punto centrale non è semplicemente la tecnologia, ma il suo impatto concreto sulla società e sull’economia. Il tema dell’edizione 2026, Build What Matters, ruota attorno proprio a questo concetto. «Oggi la sfida non è la tecnologia in sé, ma la sua utilità sociale ed economica». L’obiettivo è mostrare come l’intelligenza artificiale stia evolvendo oltre il digitale, entrando nel mondo fisico attraverso robotica, automazione industriale e bionica.

Tra i protagonisti ci saranno aziende come Tesla, AMD e Fincantieri, insieme a scienziati e ricercatori impegnati nello sviluppo di tecnologie applicate alla manifattura, alla mobilità elettrica e alla salute. Non mancheranno momenti spettacolari: dal Campionato Europeo di Drone Soccer al volo della Gravity Jet Suit, passando per dimostrazioni di robotica avanzata.

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