We Make Future torna a trasformare BolognaFiere in una grande vetrina del futuro. La manifestazione, dedicata all’innovazione tecnologica e digitale, ha inaugurato la sua edizione 2026 con numeri da record e con un obiettivo sempre più chiaro: mostrare come intelligenza artificiale, robotica e nuove tecnologie possano generare valore concreto, non solo economico ma anche sociale. Ad aprire ufficialmente la tre giorni è stato Dale, un robot che ha simbolicamente tagliato il nastro, dando il via a un’edizione che si preannuncia come la più ricca mai organizzata.
Un’edizione da record
I numeri confermano la crescita del festival. L’area espositiva copre 70 mila metri quadrati, con oltre 1.000 speaker, più di 800 espositori e circa 3.000 tra startup, PMI e investitori coinvolti. Dopo il successo del 2025, che aveva registrato oltre 73 mila presenze da 90 Paesi, il WMF consolida ulteriormente il proprio ruolo tra gli appuntamenti internazionali di riferimento nel settore tech. Il fondatore e amministratore delegato di Search On Media Group, Cosmano Lombardo, ha sottolineato il significato profondo dell’evento: «Siamo arrivati a questa edizione con entusiasmo e la consapevolezza che il futuro non riguarda soltanto l’intelligenza artificiale, la robotica o il digitale, ma anche il loro impatto sociale».
Secondo il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, il WMF rappresenta ormai un riferimento internazionale per il progresso tecnologico. Un concetto ribadito anche da Gianpiero Calzolari, che evidenzia come Bologna sia già oggi un laboratorio avanzato di innovazione, grazie anche alla presenza del Tecnopolo e delle infrastrutture di supercalcolo.
Robot, droni e realtà virtuale
Passeggiando tra i padiglioni si entra in un ecosistema futuristico. Robot umanoidi e quadrupedi si muovono tra gli stand, catturando l’attenzione del pubblico. Tra le realtà più curiose spicca Teotronica, impresa imolese fondata da Matteo Suzzi, specializzata nella costruzione artigianale di automi per spettacolo, intrattenimento ed educazione. «Sono fatti con materiali di riciclo, i miei robot parlano, suonano e alcuni vengono usati per fare educazione ambientale», racconta Suzzi. Tra le creazioni più apprezzate ci sono Teotronico, robot pianista capace di leggere spartiti digitali, e Robotanica, costruito con taniche riciclate e progettato per interagire con ironia con il pubblico.
