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Bologna regina dell’occupazione, la sfida si sposta su case e salari

Il report sul mercato dell’impiego incorona Felsina per la crescita dei lavoratori, ma l’impennata del costo della vita e la crisi degli alloggi accendono i riflettori sulle diseguaglianze sociali.

Lavoro
Immagine generata con AI (@Radiabo)

Il mercato del lavoro a Bologna ha registrato un boom dell’occupazione straordinario, posizionando la Turrita al vertice delle grandi metropoli italiane.

Come riportato in un servizio sul Corriere di Bologna, i dati da record del 2025 aprono, tuttavia, anche nuove e cogenti sfide legate al costo della vita e alla tenuta sociale del territorio.

I dati

Nel suo articolo, la giornalista Luciana Cavina analizza i risultati del report «Il mercato del lavoro a Bologna – Anno 2025», elaborato dall’ufficio di Statistica del Comune su base Istat, evidenziando come il capoluogo emiliano abbia raggiunto un tasso di occupati pari al 76,4%.

La spinta, che permette di superare Milano e Firenze, è trainata da servizi e commercio, a fronte di una contrazione dell’industria, mentre la disoccupazione femminile crolla al 2,9%.

Il sindaco Matteo Lepore ha espresso profondo orgoglio per un «sistema territoriale così forte», evidenziando però che adesso è necessario «impegnarsi maggiormente su due fronti per me importanti: i salari e il costo della vita».

La crescita economica cittadina rischia infatti di viaggiare a due velocità se non supportata da adeguate tutele per ridurre le diseguaglianze.

I timori della Cisl

A lanciare l’allarme sull’effettiva tenuta di questa spinta è la Cisl, preoccupata per i segnali negativi legati alla cassa integrazione nell’industria.

Sulle colonne della testata bolognese, il segretario generale della Cisl, Enrico Bassani, ricorda infatti che «un territorio diventa di richiamo se offre, oltre all’occupazione, servizi, welfare, e non di meno, abitazioni».

Per il sindacalista, risolvere l’emergenza degli alloggi, rendendoli a costi sostenibili per i lavoratori, deve diventare la priorità assoluta per non perdere attrattività, insieme al rilancio dei salari tramite la contrattazione.

La sfida del futuro per Bologna, dunque, non sarà solo quella di creare occupazione, ma garantire che la qualità della vita rimanga all’altezza di questo primato.

E tu cosa ne pensi?

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