L’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna non è più lo scalo principale dell’Emilia-Romagna, almeno per Ryanair. Negli scorsi mesi, nonostante la difficile situazione geopolitica mondiale e la questione del rincaro dei carburanti, la popolare compagnia aerea aveva comunicato la decisione di aumentare la propria operatività nella nostra regione, introducendo un maggior numero di rotte rispetto al passato.
Parma, Forlì e Rimini preferiti all’Aeroporto Marconi di Bologna, la posizione di Ryanair: «Decisione presa anche per le criticità della struttura»
È a questo punto che è arrivato lo schiaffo al Marconi di Bologna, che a inizio 2026 ha comunque fatto registrare numeri in crescita tra ricavi e quantità di traffico passeggeri. La società irlandese, tra le più grandi compagnie aeree low cost d’Europa, ha infatti preferito aumentare i propri voli verso gli altri tre scali regionali. Le nuove rotte per l’Italia e l’Europa che voleranno sul Verdi di Parma, il Ridolfi di Forlì e il Fellini di Rimini saranno 9.
Tale decisione è stata in parte influenzata dall’abolizione della cosiddetta council tax, una tassa per gli scali con un traffico inferiore ai 700mila passeggeri l’anno. Questo, però, non è l’unico fattore che ha influito sulla posizione di Ryanair. Sul numero odierno del Corriere di Bologna, Federica Nannetti ha riporta le parole dei vertici della società irlandese.

«La riduzione della capacità non è dovuta tanto alla tassa, quanto all’infrastruttura» ha dichiarato Ray Kelliher, direttore della Airports and Commercial Finance. Il CEO Eddie Wilson sottolinea la necessità di aumentare l’efficienza dello scalo: «È ciò che chiedono i passeggeri: migliori servizi, più efficienza, spazi adeguati, più semplicità nelle procedure, per esempio nei check-in». In seguito, però, aggiunge: «Bologna ha margini per crescere e per noi resta una città strategica, il cuore della regione».
In ogni caso la posizione della compagnia aerea contraddice quanto affermato un paio di mesi fa dal presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il quale aveva dichiarato che il Marconi di Bologna sarebbe stato al centro di nuovi investimenti.
