Dalle pagine di Repubblica Bologna apprendiamo che il Comune di Bologna ha presentato un dossier di “osservazioni critiche” all’Autorità di bacino del Po riguardo al nuovo Piano di assetto idrogeologico. L’amministrazione comunale cha sollevato preoccupazioni su interferenze infrastrutturali, lacune nelle mappature e paradossali allentamenti della sicurezza relativamente al Piano che dovrebbe ridurre il rischio di alluvioni sul territorio dopo quelle del 2023 e 2024. Il tema del cambiamento climatico è recentemente uscito dal dibattito giornaliero ma resta un fatto importante di cronaca cittadina.
Le grandi infrastrutture a rischio: People Mover e Passante
Uno dei punti più caldi riguarda la realizzazione di una cassa d’espansione in zona Pescarola. Secondo i tecnici comunali, quest’opera entrerebbe in “grave interferenza” con il People Mover, poiché l’acqua finirebbe nella zona in cui sono stati edificati una serie di piloni della navetta.
Ci sono poi anche potenziali interferenza con il progetto del Passante autostradale, anche se questo è un progetto ancora sospeso su cui non vi sono certezze.
Le lacune sulle alluvioni recenti e i rii collinari di Bologna
Nel suo dossier il Comune contesta anche la precisione delle nuove mappe di rischio. Nel dossier si evidenzia che:
- Aree dimenticate: Alcune zone colpite dalle esondazioni dell’ottobre 2024 non sono state incluse nelle nuove tavole di rischio;
- Rii collinari ignorati: Il Piano non prevede misure di mitigazione per i torrenti della zona collinare, proprio quelli che hanno causato i maggiori danni nelle ultime esondazioni
- Visione parziale: Viene criticata la mancanza di una valutazione complessiva che integri i tratti naturali, i canali artificiali e i tratti tombinati che attraversano la città.
Il piano prevederebbe regole meno restrittive sulle frane
Un paradosso sollevato dal Comune, infine, riguarda la gestione del rischio frane. In alcune aree, i nuovi vincoli proposti risulterebbero meno restrittivi di quelli attualmente in vigore, con ovvia conseguenza di un potenziale peggioramento della protezione del territorio.
Il documento, già approvato dalla giunta, punta a ottenere chiarimenti sulle competenze dei vari enti e un maggiore coinvolgimento delle amministrazioni locali. Ora la palla passa ai tecnici dell’Autorità di bacino, che dovranno esaminare queste osservazioni per integrare e correggere il Piano definitivo.
