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Bologna: strade moderne, percorsi antichi

Una carrellata di strade particolari della città di Bologna che hanno nomi “moderni” ma che insistono su percorsi più “antichi”

Bologna - Strade moderne, percorsi antichi
Bologna - Strade moderne, percorsi antichi

Finiamo (per ora) la nostra passeggiata tra le strade di Bologna e i loro nomi, con una carrellata di strade moderne, che però vivono su un percorso antico o che hanno avuto una loro storia particolare.

L’attuale regolamentazione per il nome delle strade risale al 1878. Prima di allora le strade avevano nomi che variavano nel tempo o con le circostanze. Molte strade del centro storico hanno avuto l’attuale nome dopo il1878, ma altro non sono che vecchi percorsi con nomi moderni. In questi casi, da qualche tempo c’è una buona abitudine: sotto le lapidi dei nomi delle strade viene posta una targa più piccola con il nome storico precedente. Sono decine queste strade, e solo a titolo di esempio ne voglio ricordare alcune.

Alcune strade moderne di Bologna con percorsi antichi

Via Antonio Alessandrini

Intitolata al medico e patriota che partecipò alla Repubblica Romana, via Antonio Alessandrini, era precedentemente via della Berlina, cioè dove erano esposti al pubblico disprezzo i mugnai rei di frode alimentare.

Via Ugo Bassi

Bolognese, sacerdote barnabita e patriota, grande predicatore e garibaldino, Ugo Bassi fu fucilato dagli austriaci a Bologna l’8 agosto 1849 nei pressi della attuale Torre di Maratona allo Stadio. Abbiamo parlato su queste pagine anche della sua statua.

Via Ugo Bassi è un tratto della via Emilia. Precedentemente si è chiamata Volte dei Pollaroli (da Piazza Nettuno a via Oleari), Via dei Vetturini (fino a via Nazario Sauro), via San Felice (fino a Piazza Malpighi). L’attuale Ugo Bassi fu aperta e allargata così come la vediamo oggi negli anni ‘20 del ‘900.

Via Ugo Bassi - Bologna

Via Ugo Bassi – Bologna

Via Cesare Battisti

Socialista trentino (1875-1916), Cesare Battisti fuggì in Italia allo scoppio della Prima Guerra Mondiale e si arruolò. Catturato fu impiccato come traditore.

Via Cesare Battisti è l’unione di via Barbaziana (da via Barberia a via Portanova) e via Imperiale di San Prospero (in antico Volta di Bàrbar). San Barbaziano è la chiesa sconsacrata all’angolo con via Barberia; San Prospero (fino al 1915) era individuabile in una ruga (esistente ancora oggi) poco prima dell’angolo con Ugo Bassi.

Via Cesare Battisti - Bologna

Via Cesare Battisti – Bologna

Via delle Belle Arti

Via delle Belle Arti prende il nome dalla presenza lungo il suo percorso della Pinacoteca, è l’unione di due strade precedenti.

Una era Via del Torresotto di San Martino (da Via Mentana a via Moline). La vecchia posterla detta anche dei Magnavacca e/o Rizzoli fu abbattuta nel 1841). Di lei resta menzione sulla casa al numero 7.

L’altra, il tratto fino a via Zamboni, era Borgo della Paglia, sia che fosse per la presenza di depositi di paglia che per la presenza di abitazioni col tetto di paglia

Torresotto San Martino - Bologna

Torresotto San Martino – Bologna

 Via Mario Finzi

Via Mario Finzi è dedicata ad un deportato ebreo morto ad Auschwitz. Il nome più antico è Via Rocca Merlata: era la strada interna alla cerchia dei Torresotti. Poi diventò Tintinaga dal bolognese “tintinèga”, cioè colui che opera con lentezza e conclude poco (come dice il vocabolario Coronedi-Berti). Certamente, lì abitò qualcuno che possedeva questa “qualità”.

Via Manzoni

Via Manzoni ebbe questo nome subito dopo la morte dello scrittore (1873). Prima, e da sempre, era stata la prima parte di Strada Galliera. Questa, infatti, iniziava dalla Piazza San Pietro (uno slargo davanti alla cattedrale che diventò una parte di Via Indipendenza e ne determinò la larghezza) e poi deviava ad angolo retto verso destra all’altezza di Porta Castello.

Via Manzoni - Bologna

Via Manzoni – Bologna

Via Marsala

Dedicata alla cittadina siciliana in cui sbarcarono i Mille di Garibaldi l’11 maggio 1860. Ripercorre la maggior parte di una lunga e antica strada, la Via di Mezzo di San Martino, che congiungeva via Galliera con via San Donato (oggi via Zamboni).

Dopo l’apertura di Via Indipendenza, la prima parte fra Galliera e Indipendenza, fu chiamata Via Volturno (luogo della battaglia che sancì la fine vittoriosa della spedizione dei Mille).

Via Monte Grappa

A ricordo dei terribili combattimenti avvenuti in quel luogo nella Prima Guerra Mondiale. Da Piazza San Pietro a via Porta Castello era Via Pietrafitta. Il nome derivava da un avanzo di colonna conficcata nel terreno che tradizionalmente indicava l’ombelico della città; sebbene in realtà la colonna suddetta era nell’attuale Vicolo Ariosti.

Nel tratto fino a via Del Poggiale (oggi via Nazario Sauro) era Via Battisasso (per la presenza di scalpellini o per una particolare selciatura), detta anche Croce di San Sebastiano.                                                                                                                     

Via Guglielmo Oberdan

Oberdan fu un irredentista triestino (1858-1882) impiccato dagli austriaci per aver ordito un attentato contro l‘imperatore Francesco Giuseppe. Il tratto fino a Via Marsala era Via Cavaliera. Il nome deriva dai tanti equini che qui convenivano, perché le strade che si diramavano da Mercato di Mezzo erano sedi e recapiti dei Corrieri. Dopo si chiamava via Cavallara.

L’edificio porticato dal sagrato della Basilica di San Martino al canale delle Moline dava il nome alla seconda parte della attuale via Oberdan: Case Nuove di San Martino. Nel 1878 tutto divenne Via Cavaliera e in seguito, fino a oggi, via Oberdan.

Via Oberdan - Bologna

Via Oberdan – Bologna

Via Giuseppe Petroni

Via Giuseppe Petroni è dedicata ad un avvocato e patriota partecipò alla Repubblica Romana. Dopo la sua caduta fu condannato a morte e poi all’ergastolo. Restò in prigione fino al 1870. È sempre stata la Via dei Pellacani fino al 1889, strada dei conciatori di pelli che utilizzavano l’acqua del canale di Savena.

Via Quattro Novembre 1918

Dedicato alla vittoria militare nella Prima Guerra Mondiale. Già via delle Asse, da una chiesetta in legno che riparava una Madonna sulla parete del Palazzo Comunale. La prima parte era Piazza Pularola (per i venditori di granaglie) o anche Piazzola delle Bollette (c’era il Dazio).  Altra denominazione fu Piazzetta dell’Aurora, per una confraternita che si radunava all’alba.

Via 4 Novembre 1918 - Bologna

Via 4 Novembre 1918 – Bologna

Via Augusto Righi

Via Augusto Righi è dedicata al fisico dell’Università di Bologna viene considerato da molti come il maestro di Guglielmo Marconi.

Parte più meridionale del Campo del Mercato, ha avuto tanti nomi: Campo dei Bovi, via del Campo del Foro Boario, via dei Vasellari, via Larga, Strada Larga delle Moline, via Larga del Mercato, via Dei Maestri di Legnami.

Dopo l’incoronazione di Carlo V fu una delle varie via Imperiale. Nel 1801 diventò via Repubblicana, per ridiventare Imperiale quando Napoleone diventò Imperatore. Poi tornò Repubblicana e così restò, resistendo anche all’effimero impero italiano dopo il 1936.

Via Nazario Sauro

Nazario Sauro era istriano, ufficiale della marina austro-ungarica, e fuggì per arruolarsi nella Marina Italiana. Catturato e giustiziato come traditore nel 1916. Precedentemente la strada era Via del Poggiale, da un rialzo naturale del terreno, oggi sparito, accanto alla porta omonima della Cerchia del Mille bombardata nel 1943. Al posto della Porta del Poggiale oggi ci sono edifici moderni e la via Morgagni.

Via Nazario Sauro - Bologna

Via Nazario Sauro – Bologna

Via Giacomo Venezian

Patriota e docente universitario caduto nella Prima Guerra Mondiale, Giacomo Venezian viene ricordato dalla strada omonima che precedentemente si chiamava via Fieno e Paglia, poi via del Carbone. Una parte del vecchio tracciato fu inglobato nell’attuale Piazza Roosevelt.

 

Fonti:

  • Pelagalli – Origine di Bologna  (Volumi 2 e 4) – in Riga editore
  • Fanti – Le Vie di Bologna – Istituto per la Storia di Bologna
  • VV – Le strade di Bologna – Newton periodici
  • Vianelli – Le Piazze di Bologna – Newton Compton editori
  • Costa-Tassinari Clò – C’era Bologna – Newton periodici
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