Nella nostra consueta passeggiata nella storia di Bologna siamo arrivati alla seconda parte del viaggio per le strade di Bologna con nomi curiosi o pittoreschi. Abbiamo già citato alcune di queste nella prima parte o in un altro articolo, ed ecco quest’ulteriore carrellata.
Strade di Bologna da nomi curiosi
Via Battibecco
Via Battibecco è un odonimo antico, già nel 1296 è citata come Strata Tirabecho. Può riferirsi al becco dei polli (improbabile) o essere il luogo in cui “si abbatte il becco“. O ancora, potrebbe provenire da qualche strumento come il Bichus (maglio) o il bacc usato dai selciatori o il batbéc, pesante pezzo di legno ferrato che serviva a piantare i pali.

Via Battibecco – Bologna
Via Borgonovo
Un Burgum novum stratae Maioris è citato in documento del 1100. Si tratta del primo e più importante Borgo fuori dalle mura di Selenite, e dona il nome a via Borgonuovo.
Via Chiudare
Da “chiuvare” lunghe tettoie in legno che avevano infissi grossi chiodi cui venivano appesi i tessuti e i filati dopo la tintura. Nei pressi di via Chiudare scorreva (e scorre) il Canale di Savena le cui acque erano adatte ai processi di tintura dei tessuti sia di lana che di seta.
Via Clavature
Dal 1919 al 1934 si è chiamata Via Piave. Via Clavature è stata per secoli una delle arterie più ampie ed importanti della città. Probabilmente vi erano molti artigiani fabbricanti di serrature. Oppure molte botteghe con grosse ed evidenti serrature. Ai fini della comprensione del nome non cambia nulla.

Via Clavature – Bologna
Via Fondazza
Una delle strade più note della città un tempo divisa da Via San Petronio Vecchio in Fondazza di Sopra e Fondazza di Sotto. Probabilmente da “Sfondazza” ricordo di un avallamento ora addolcito dal tempo e dalle costruzioni, ma ancora individuabile nella pendenza della strada.
Vicolo Gangaiolo
Vicolo Gangaiolo compare con questo nome nella pianta del Mitelli (1692), ma è documentata già dalla fine del Duecento. È suggestivo pensare che venga dal vocabolo bolognese “gangaiol” che indica il gomitolo alla fine, che renderebbe l’immagine di una stradetta corta ed aggrovigliata.

Vicolo Gangaiolo – Bologna
Vicolo Malgrado
Vicolo Malgrado è da prendere alla lettera: mal- grado, cioè cattivo passo, ad indicare un transito difficoltoso.
Via Malpertuso
Via Malpertuso, via del cattivo pertugio, un tempo portava ad una posterla che venne poi chiusa. Sempre che il cattivo pertugio non fosse l’ingresso del Rio Vallescura. Etimo del 1296: “burgo Malpertuxi”. Inglobata nel giardino di Palazzo Albergati, venne riaperta alla fine dell’800.

Via Malpertuso – Bologna
Via Orfeo
Via Orfeo comprende i precedenti Borgo Orfeo (fino a via Coltelli), San Pietro Martire (fino a via Borgolocchi) e Volto del Baraccano. Il mitico cantore non c’entra per nulla. Nel ‘200 era detta via del Pozzo degli Oseletti o Via del Pozzo Rosso (il pozzo era al centro dell’incrocio Coltelli/Orfeo), e anche Borgo Arruffato.
Da questo nome, per corruzione, sarebbe venuto Orfeo; a ricordo (forse) di una famiglia di quel nome o di gente “arruffata”, cioè turbolenta, che vi abitava. La vicina via degli Angeli era detta “Truffalmondo”. Evidentemente era una zona della città problematica…
Via Pescherie Vecchie
Nome abbastanza parlante quello di via Pescherie Vecchie. Pescarie erano i luoghi ove si vendeva il pesce e qui vennero trasferiti i pescivendoli nel 1583. Nel 1817 furono trasferiti fra via Orefici e Mercato di Mezzo e le pescherie precedenti diventarono “vecchie”. Si chiamò anche via dello Scorticatoio, Trebbo o Campo della Malvasia e anche Trebbo dei Malcontenti.

Via Pescherie Vecchie – Bologna
Via Remorsella
Fantasiosa la derivazione da “rumore per una sella” (rubata). Altra motivazione per Via Remorsella è che fosse una strada piena di meretrici, e come tale rumorosa. Ma forse, ancora, viene da una donna, tale Ramorsella, anche lei forse non di specchiate virtù.
Via Strazzacappe
Altro odonimo curioso è quello di via Strazzacappe. La strada è sempre stata larga abbastanza da non provocare strappi alle vesti per passaggi malagevoli. Più probabile venga da un soprannome di qualcuno che vi abitava.

Via Strazzacappe – Bologna
Via Vascelli
In via Vascelli non si è cambiato nulla se non la grafia. Ma la precedente era certamente vaselli, forse da vaséla, cioè caldaia per tintore. Oppure più plausibilmente da vasséla, cioè vaso di legno. Qui forse c’era chi li fabbricava.
Sia come sia, il “Vascelli” di oggi è un clamoroso errore della riforma del 1874 che ha stravolto completamente il significato originale: quale che fosse la vera etimologia dell’odonimo, non aveva alcun riferimento alle imbarcazioni.
Fonti:
- Pelagalli – Origine di Bologna (Volumi 2 e 4) – in Riga editore
- Fanti – Le Vie di Bologna – Istituto per la Storia di Bologna
- VV – Le strade di Bologna – Newton periodici
- Vianelli – Le Piazze di Bologna – Newton Compton editori
- Costa-Tassinari Clò – C’era Bologna – Newton periodici
