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Cronache

Dai cantieri culturali alle ex Casaralta: così Open Project ridisegna Bologna

Lo studio di architettura e ingegneria guida alcuni dei principali interventi di trasformazione della città, tra rigenerazione urbana, spazi culturali e nuovi servizi per studenti.

Open Project (©RadiaBo)
Open Project (©RadiaBo)

Bologna continua a ridisegnare il proprio volto urbano attraverso una serie di interventi che riguardano spazi pubblici, edifici storici e grandi aree industriali dismesse. Tra i protagonisti di questa stagione di trasformazioni c’è Open Project, studio di architettura e ingegneria con sede in via Dolfi 7, a ridosso delle mura cittadine, in un edificio che un tempo ospitava una chiesa cinquecentesca.

Da circa un anno questo luogo è diventato il quartier generale dello studio guidato da Francesco Conserva e Maurizio Piolanti, realtà professionale che rientra tra le prime trenta società del settore in Italia, con un fatturato annuale di circa cinque milioni di euro e una squadra composta da sessanta professionisti. Proprio da qui prende forma una parte significativa dei progetti che stanno contribuendo a trasformare il tessuto urbano bolognese.

Open Project (©Arketipo)

Open Project (©Arketipo)

Una sede simbolo tra passato e futuro

La scelta di stabilire la nuova sede nello spazio di via Dolfi non è stata casuale. L’edificio si trova infatti in una posizione di confine tra il centro storico e le aree più moderne della città, una sorta di soglia simbolica tra epoche e visioni differenti.

«Abbiamo scelto questo spazio perché è una soglia: un piede dentro e uno fuori la città», spiega Francesco Conserva, architetto e ingegnere alla guida dello studio. Gli oltre mille metri quadrati della sede si sviluppano su tre livelli e conservano tracce evidenti della storia dell’edificio: pareti decorate dell’antica chiesa convivono con superfici volutamente lasciate al grezzo. Una scelta che riflette la filosofia progettuale dello studio. «Vogliamo fondere valore tecnico e sociale. La soglia è il punto dove convivono istanze opposte: conservazione e innovazione, cemento e green».

I cantieri che stanno cambiando Bologna

Il lavoro di Open Project si intreccia con alcuni dei principali dossier urbanistici della città. Negli ultimi anni lo studio ha preso parte a progetti che hanno già segnato il paesaggio urbano bolognese, come la nuova sede del Comune e The Social Hub Bologna, ricavato nell’ex sede Tim nel quartiere Bolognina. Tra i cantieri più rilevanti c’è anche il progetto legato al nuovo Teatro Comunale. In collaborazione con l’architetto Luigi Orioli, vincitore del bando internazionale, lo studio segue la progettazione esecutiva di parte dell’intervento che trasformerà l’area di via del Guasto.

Bologna (©RadiaBo)

Bologna (©RadiaBo)

Rigenerazione urbana a Bologna: il futuro delle ex Officine Casaralta

Uno dei progetti più significativi riguarda l’area delle ex Officine Casaralta, storico complesso industriale destinato a una profonda trasformazione urbanistica. In questo caso l’intervento punta a recuperare l’identità originaria del luogo reinterpretandola in chiave contemporanea. «Stiamo portando avanti l’idea di rigenerazione di quell’area, recuperiamo il dna degli spazi per restituirli alla vita collettiva».

Il progetto prevede la realizzazione di nuovi appartamenti, parte dei quali destinati all’edilizia sociale, insieme a uno studentato, parcheggi e un grande parco pubblico. L’obiettivo è restituire alla città uno spazio che per decenni ha rappresentato una parte importante del tessuto produttivo bolognese.

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