Seguici su

Ciao, cosa stai cercando?

Cronache

Zadie Smith: la letteratura come atto di libertà

In una riflessione che rifiuta le polarizzazioni, Zadie Smith si muove controcorrente, dal conflitto in Medio Oriente al ruolo delle università.

Zadie Smith

Alla vigilia dell’apertura del Salone del Libro di Torino, Zadie Smith torna al centro del dibattito culturale con una raccolta di saggi che sfida apertamente le semplificazioni del presente. Vivi e morti, pubblicato da Sur, è un’opera che attraversa temi globali e personali, dalla politica internazionale all’adolescenza, passando per arte e letteratura. Ma soprattutto è un invito a recuperare il valore della complessità in un’epoca dominata da logiche algoritmiche e polarizzate.

Contro il pensiero “sì-no”: la difesa della complessità

Il cuore della riflessione di Smith è una critica netta alla riduzione del discorso pubblico a schemi rigidi e binari. «È assolutamente possibile. Anzi, sono molto ottimista al riguardo. Il problema del discorso a somma zero, del discorso binario, del discorso algoritmico in generale, è che alla fine è invivibile».

Una posizione che emerge con forza anche nei saggi dedicati ai conflitti contemporanei, dove l’autrice rifiuta di schierarsi in modo semplicistico: «Ma io non sono una macchina, sono un essere umano. E come essere umano posso registrare sia i crimini di guerra che i genocidi, non perché siano equivalenti, ma perché sono entrambi accaduti». Per Smith, la capacità di provare empatia non è limitata: «Come esseri umani non disponiamo di una quantità limitata di pietà, di comprensione. È possibile abbracciare situazioni enormemente complesse con pietà umana e comprensione storica senza perdere la chiarezza politica».

Zadie Smith, università e giovani: oltre gli stereotipi

Nel dibattito sulle università americane, spesso accusate di eccessiva intolleranza, la scrittrice invita a cambiare prospettiva. «Non la vedo così. Non l’ho mai vissuta così in aula». Piuttosto che etichettare gli studenti, propone di comprenderne le motivazioni: «Bisogna porsi prima la domanda strutturale: “Perché questo studente è ansioso davanti a idee contrastanti?”».

Una riflessione che si estende anche alla Generazione Z, spesso giudicata in modo contraddittorio. «La Gen Z mi piace molto. Mi diverte in particolare il modo in cui prendono in giro i millennial. Hanno anche la musica migliore. Apprezzo il loro attivismo ambientale».

Adolescenza e creatività: una forza da preservare

Uno dei temi centrali del libro è l’adolescenza, vista come una fase di energia creativa irripetibile. Smith lo conferma anche ripensando alla sua opera più celebre, Denti bianchi: «Denti bianchi è un libro completamente adolescenziale». Per l’autrice, mantenere vivo quello spirito è fondamentale per continuare a creare: «La mia adolescenza è il motore che ha alimentato tutto il resto. È stato il periodo emotivamente più intenso della mia vita».

E tu cosa ne pensi?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *