È bastato un click, o meglio un codice, per trasformare la fase 2 delle iscrizioni ai centri estivi comunali in un piccolo giallo informatico. Almeno 140 famiglie si sono infatti ritrovate con la domanda congelata dal sistema che, paradossalmente, non ha riconosciuto i codici di sicurezza generati proprio al suo interno.
Alle 13.00 è scattato il via alla Fase 2, quella della conferma. Una corsa contro il tempo in cui vale la regola del “chi prima arriva meglio alloggia”, perché un ritardo può significare lista d’attesa o addirittura cambio di centro estivo.
Il codice non è corretto
Sul sito del Comune le istruzioni informano che bisogna collegarsi al link dedicato, inserire il codice ricevuto e inviare la conferma. Solo così la domanda viene registrata con data e ora e inoltrata ai gestori. In caso contrario, tutto da rifare al prossimo bando.
Ed è proprio qui che qualcosa si inceppa. Per circa 140 utenti il sistema restituisce un errore inatteso. Il codice non è corretto perché contiene caratteri non validi, quando invece si tratta di codici generati dalla stessa piattaforma.
1.564 richieste su 6.595 risultano in attesa
Nel frattempo, il resto della procedura va avanti: su 6.595 richieste totali, 4.891 risultano confermate e 1.564 restano in attesa di completamento. Ogni famiglia poteva presentare più domande, anche per fratelli, ma la corsa ai posti resta serrata. Il nuovo meccanismo a due fasi avrebbe dovuto semplificare tutto: prima la pre-iscrizione ad aprile, poi la conferma a maggio rispetto a quello precedente.
Malfunzionamento della regola di controllo dei codici
Eppure, il click day ha riportato alla luce vecchie fragilità. Il Comune è intervenuto spiegando che il problema è stato individuato e risolto dopo circa 40 minuti dall’avvio della fase di conferma. Il blocco, spiegano da Palazzo d’Accursio, è stato causato da un malfunzionamento della regola di controllo dei codici, introdotta per evitare possibili attacchi informatici.
Ora l’obiettivo è quello di sbloccare rapidamente le pratiche ferme e garantire che nessuna famiglia perda la propria posizione in graduatoria per un errore del sistema.
(Fonte: Il Resto del Carlino, Federica Gieri Samoggia)
