Questa sera il Teatro Duse accoglie uno dei protagonisti assoluti della musica pop degli anni Ottanta: Tony Hadley. L’ex frontman degli Spandau Ballet porta in città il suo tour “An Englishman in Italy”, un viaggio musicale che attraversa oltre quattro decenni di carriera.

Tony Hadley
Tony Hadley, dalla New Romantic al mito internazionale
Negli anni Ottanta, il movimento New Romantic ha dato vita a una stagione irripetibile, caratterizzata anche dalla rivalità artistica tra gli Spandau Ballet e i Duran Duran. Una competizione alimentata soprattutto dai fan, più che dalle band stesse, che hanno sempre seguito percorsi artistici distinti. Qui Hadley si è distinto per una voce potente e raffinata, capace di attraversare il tempo senza perdere intensità.
Una scaletta tra classici e nuove sonorità
Il concerto bolognese offrirà un repertorio che unisce passato e presente. I brani simbolo degli Spandau Ballet, come True e Gold, saranno affiancati da pezzi della carriera solista e da alcune reinterpretazioni care all’artista. «True e Gold resteranno immortali. Sono canzoni che hanno segnato un’epoca», ha spiegato Hadley a Repubblica, sottolineando però anche l’importanza dei suoi lavori più recenti, nei quali si riflette pienamente la sua identità artistica.
La maturità artistica e il valore dell’esperienza
Dopo 45 anni di carriera, Hadley continua a esibirsi con la stessa cura per i dettagli che ha sempre contraddistinto i suoi live. Sul palco, accompagnato dalla Fabulous TH Band, porta uno spettacolo costruito su eleganza, intensità e coinvolgimento emotivo. Ripensando alla lunga esperienza con una band di successo, l’artista individua gli elementi fondamentali per resistere nel tempo: «Due parole: rispetto e comunicazione. È come in un matrimonio: servono compromessi, ascolto reciproco, fiducia».
