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Fine vita in Emilia-Romagna: pronta la legge sul suicidio assistito

I partiti di maggioranza della Regione consolidano le norme per l’eutanasia legale: l’obiettivo è l’approvazione entro l’estate di una legge in linea con le decisioni dei giudici costituzionali.

Suicidio assistito
Immagine generata con IA (@Radiabo)

L’Emilia-Romagna, sulla scia della Toscana, si appresta a vivere un cambiamento sensibile e dirompente: è pronto, infatti, il testo per la nuova disciplina sul fine vita che regolerà l’accesso al percorso assistito per i malati terminali.

La maggioranza regionale ha trovato l’accordo per trasformare le precedenti determine amministrative, introdotte da Bonaccini, in legge sul suicidio assistito, con l’obiettivo di approvarla definitivamente in Aula entro l’estate.

Dalle determine alla legge: stop all’incertezza burocratica

Come riportato da Daniela Corneo sul Corriere di Bologna, la trasmutazione delle vecchie determine in una legge vera e propria si è resa necessaria per superare la forte incertezza burocratica degli ultimi due anni sul tema.

Come spiegato dai consiglieri di Pd, Avs, M5s e Civici, il rischio di dover affrontare sospensive paziente per paziente «per noi è intollerabile».

Il primo firmatario, Paolo Trande (Avs), ha tenuto a precisare che «la legge […] è stata fatta sotto dettatura della Costituzione e della giurisprudenza costituzionale, quindi auspichiamo non diventi terreno di scontro su questioni bioetiche».

Il testo introdurrà due novità. Sul fronte dei tempi, non potendo fissare scadenze rigide, la legge impone che la procedura debba essere «condotta senza ingiustificati ritardi».

Riguardo alle commissioni di valutazione (CoVam), il civico Giovanni Gordini ha evidenziato che la vera innovazione «è l’inserimento nelle CoVam […] della figura dell’infermiere, centrale nel percorso di cura di pazienti».

Il recepimento della Consulta e l’attacco al Parlamento

Pur cogliendo il testimone dell’iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni, organizzazione no-profit per la tutela dei diritti umani, la maggioranza ha aggiornato il testo per adeguarlo ai recenti pronunciamenti della Consulta.

Come sottolineato dalla dem Alice Parma, la nuova legge «non introduce nuovi diritti, ma alla Regione spetta definire come attuarli. L’obiettivo è realizzare un sistema solido […]. La scelta finale deve essere libera, informata e consapevole».

Dalla maggioranza emiliano-romagnola si leva, infine, un duro richiamo politico verso Roma, rimarcando con forza che sulla gestione del fine vita a livello nazionale «serve una norma nazionale, il Parlamento su questo tema è ignavo e irresponsabile».

E tu cosa ne pensi?

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