L’Aposa è forse il vero e unico torrente che bagna la città di Bologna, se per città teniamo conto del centro storico, vero cuore pulsante della comunità per centinaia di anni. Il nostro centro si colloca fra Savena e Reno, corsi d’acqua che lambiscono oggi l’estrema periferia della città, ma che un tempo erano distanti dalla stessa, che era tutta contenuta dalle Mura; infatti per averne vantaggio furono derivati da loro due sistemi di canalizzazioni artificiali fra Savena e Reno, dalle colline scendono altri piccoli corsi d’acqua, il più importante dei quali è appunto l’Aposa. Per questo, abbiamo detto in un altro articolo, che Bologna non è esattamente una città ricca di acque.
Apoxa o Aposa in latino medievale, Avosa o Veza in volgare, Avesa in italiano e Avsa o Avvsa in dialetto bolognese, oggi è ormai per tutti semplicemente Aposa. È un torrente particolarmente importante perché è l’unico corso d’acqua che naturalmente passa per il territorio di Bologna.

L’Aposa in una zona collinare di Bologna
Il percorso del torrente Aposa a Bologna
Il corso del torrente è circa 7,5 chilometri e la sua sorgente è presso Roncrio, località collinare ai margini del territorio comunale bolognese. Nella sua parte alta è poco più di un rigagnolo. L’attuale tracciato urbano dell’Aposa coincide con l’alveo naturale. E non incrocia mai i sistemi dei canali di Savena e Reno, anche se con loro ha molti punti di contatto.
Dalla sorgente scende scoperto fino all’area urbana di Bologna e prosegue, interrato, nei pressi di Via Bellombra, sino a raggiungere il centro storico della città fra Porta Castiglione e Porta San Mamolo, dove un serraglio medievale ne testimonia l’antico passaggio.
Il suo percorso è sud-nord ed è sotterraneo. Attraversa via del Cestello, costeggia la via San Domenico, passa fra Vicolo San Damiano e Piazza Calderini, attraversa via Farini e Piazza Minghetti , attraversa Via Clavature, Orefici e Rizzoli. Lambisce le due torri, presso le quali l’antica Via Emilia romana, ora interrata, scavalca il torrente con un ponte oggi ancora in parte esistente, benché sotterraneo.
Prosegue verso nord, passa sotto la Chiesa di San Martino, corre fra Via del Borgo e Via Capo di Lucca fino a unirsi, sotto il Piazzale dell’Autostazione, con il canale delle Moline. Insieme confluiscono nel Canale Navile all’altezza di Via Bovi Campeggi (anticamente località La Bova).

Serraglio dell’Aposa viale Panzacchi (© Google Maps)
Perché via Valdaposa non è sul tracciato dell’Aposa?
Questo è il percorso dell’Aposa. E allora, via Valdaposa, che è da un’altra parte, perché si chiama così? Nel II secolo a.C. il corso del torrente fu deviato artificialmente a monte dell’abitato, creando un secondo ramo verso occidente (secondo il percorso D’Azeglio, Tagliapietre, Valdaposa, Galilei, Venezian, Oleari, Galliera) come collettore fognario della città Romana.
In seguito, due rami dell’Aposa furono i fossati di difesa, a oriente e a occidente, della città altomedievale (dal 5-600 fino al Mille). All’epoca della costruzione della cerchia dei Torresotti (la cosiddetta cerchia del Mille) il corso dell’Aposa fu riunificato e, fino alla apertura dei canali di Savena e Reno, fu l’unica fonte di energia per la città per il funzionamento dei mulini.
Ma anche in seguito, in situazioni di emergenza, quando il Canale di Reno era a secco (fermo della Chiusa, assedi etc..) l’Aposa, con un by-pass all’altezza di via Moline, veniva riversato nel canale delle Moline per poter muovere i mulini.

Aposa in Porta Galliera (dopo confluenza Canale Moline)
La riscoperta dell’Aposa
A partire dal 1995 l’Aposa è stato soggetto di riscoperta e riqualificazione principalmente dovute al progetto di separazione delle acque meteoriche dagli scarichi urbani, fino ad allora confluenti nelle medesime arterie.
Da allora l’Aposa è caratterizzato da una portata d’acqua minima che però, come accade di norma per i corsi d’acqua passanti per terreni fortemente antropizzati o pressoché totalmente cementificati come le città, può aumentare immensamente in caso di periodi di pioggia come avvenimenti recenti hanno purtroppo ampiamente dimostrato.
Per qualche anno si sono organizzate passeggiate sotterranea lungo il corso dell’Aposa da Piazza Minghetti a Piazza San Martino. Ma il rischio di avere il condotto sotterraneo invaso dall’acqua per improvvise forti piogge (come accadde una sera a un gruppo di visitatori) le ha fatte sospendere.
