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Gentile Budrioli “strega enormissima”

Gentile Budrioli, una donna di cultura della Bologna del 1400 che venne uccisa in qualità di “strega enormissima”

Gentile Budrioli secondo l'intelligenza artificiale
Gentile Budrioli secondo l'intelligenza artificiale

Una delle Grandi Donne di Bologna è senza dubbio Gentile Budrioli: donna di cultura dai vari interessi, era astrologa, curatrice ed erborista… insomma, coi canoni dell’epoca una strega.

Le streghe a Bologna

Dal 1200 al 1700 Bologna fu uno dei centri più prolifici di leggende su streghe e malefici. Secondo la credenza dell’epoca, le streghe bolognesi si riunivano nei boschi del monte Paderno, sui colli, dove tenevano i “sabba”.

Esistono confessioni di donne che raccontavano di essere volate nei boschi per celebrare riti e danze attorno al fuoco. In realtà, era un delirio causato anche da unguenti a base di erbe allucinogene con cui le cospargevano gli inquisitori.

Ritratto di giovane donna Naegele

Ritratto di giovane donna usato normalmente come rappresentazione di Gentile Budrioli

Gentile Budrioli, “strega enormissima”

Nel 1498 fu arsa viva Gentile Budrioli, raccontata nelle cronache come la “Strega enormissima di Bologna”. La cosiddetta «Strega Enormissima» era moglie di un notaio bolognese ed abitava nel torresotto di Porta Nova.

Cosa rara per una donna di quell’epoca frequentava all’Università le lezioni di Astrologia di Scipione Manfredi. Il marito il notaio Cimieri pare non vedesse di buon occhio la sete di cultura della moglie. Gentile frequentava anche Frate Silvestro, un francescano dedito alla erboristeria e da lui apprese ad usare le erbe medicinali.

Torresotto di Porta Nuova

Torresotto di Porta Nuova (© Wikipedia)

Il problema di essere una donna di cultura

Si sparge così la fama di Gentile, donna che conosce i segreti delle stelle e delle erbe, a tal punto che Ginevra Bentivoglio la vuole conoscere e le diventa amica.

Ma l’Inquisizione, che già teneva d’occhio Gentile per le sue pratiche di guaritrice, approfittò della morte di un nipote dei Bentivoglio affidato alle sue cure per accusarla di stregoneria e malefici contro il ragazzo. Ginevra nulla poté per la sua amica.

Torturata per giorni alla fine confessò 20 anni di attività occulte e nel torresotto dove abitava furono trovate prove di «72 congiungimenti carnali con spiriti demoniaci» oltre ad «ossa rubate al cimitero, simboli sacri profanati e oggetti per l’evocazione dei demoni».

La tragica fine di Gentile Budrioli

Il 14 luglio 1498 fu messa al rogo in piazza San Domenico; durante l’esecuzione il boia lanciò polvere da sparo nelle fiamme causando esplosioni e violente fiammate che misero in fuga i cittadini accorsi a godersi lo spettacolo ritenendo che fosse il diavolo venuto a prendere l’anima della sua protetta. Le sue ceneri furono sparse al vento.

Qualcuno ha scritto che Gentile era parte della congiura dei Malvezzi contro i Bentivoglio. Ma la congiura è del 1488. Si dice che durante il rogo, Ginevra piangesse affranta nel Torresotto di Portanova, casa della cara amica.

Nel 2025 un parco alla Muffa, in quel di Crespellano, è stato intitolato proprio a Gentile Budrioli, ingiustamente accusata e giustiziata.

Parco Gentile Budrioli

Parco Gentile Budrioli (© Google Maps)

 

Fonti: Luca Bortolotti – Nella Bologna sotterranea sulle tracce delle streghe- Bologna e dintorni -sito Web

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