Quasi cinquecento sanzioni elevate in un anno, ma numeri in progressiva diminuzione rispetto al recente passato. È questo il quadro che emerge dall’attività della Polizia locale sul fronte del contrasto al degrado urbano a Bologna. I dati aggiornati al 15 dicembre 2025 raccontano di 490 verbali emessi sulla base del regolamento di Polizia urbana, una cifra inferiore rispetto agli anni precedenti e che riapre il confronto sull’efficacia delle politiche adottate per garantire sicurezza e decoro negli spazi pubblici. Osservando l’andamento degli ultimi cinque anni emerge una tendenza altalenante: si era passati dai 507 verbali del 2021 ai 653 del 2022, per poi registrare una progressiva diminuzione con 587 nel 2023, 577 nel 2024 e infine i 490 dell’ultimo anno.
Quali sono le violazioni più frequenti a Bologna?
La categoria che continua a incidere maggiormente riguarda il divieto di bivacco e accattonaggio. Da sola rappresenta quasi la metà delle sanzioni complessive, con 233 verbali emessi. Seguono le violazioni legate a comportamenti che compromettono il decoro e l’igiene urbana: utilizzo improprio degli spazi pubblici, abbandono di oggetti, situazioni di degrado e pratiche vietate in aree comuni. Tra le altre infrazioni figurano schiamazzi e rumori molesti, che hanno generato 51 multe, mentre più contenuti risultano i numeri relativi alla vendita irregolare di bevande in contenitori vietati e al fenomeno del bagarinaggio.
Perché nasce la polemica politica?
I numeri hanno alimentato anche un confronto politico. Fratelli d’Italia, attraverso la capogruppo Francesca Scarano e il coordinatore cittadino Francesco Sassone, interpreta i dati come il segnale di una gestione insufficiente del problema. Secondo gli esponenti del partito, «l’amministrazione Lepore ha fallito nel contrasto al degrado urbano». Le critiche si concentrano anche sull’ipotesi di introdurre ulteriori responsabilità per condomini, attività commerciali e soggetti privati.
Il nodo dei graffiti e delle nuove regole
Tra i temi sollevati c’è anche quello delle scritte e dei graffiti che interessano numerose aree cittadine, soprattutto nel centro storico. Secondo Fratelli d’Italia, il dato relativo alle violazioni per la tutela di beni pubblici e privati, fermo a zero sanzioni nel 2025, rappresenterebbe un elemento da approfondire. Per l’opposizione il problema non sarebbe legato all’assenza di strumenti normativi, ma alla capacità di applicare quelli già esistenti. Un dibattito destinato a proseguire, soprattutto in una città che continua a confrontarsi con il difficile equilibrio tra sicurezza, vivibilità e gestione degli spazi urbani.
