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Carenza di parcheggi e prezzi alle stelle: continua lo spopolamento del centro di Bologna

Il demografo Gianluigi Bovini analizza lo spopolamento del centro di Bologna, con le famiglie in fuga da affitti cari e parcheggi mancanti

Questione affitti e spopolamento del centro di Bologna
Veduta aerea del centro di Bologna (Fonte immagine: Depositphotos)

Per gli abitanti del centro di Bologna la situazione è diventata insostenibile: gli affitti alle stelle, i prezzi proibitivi delle case e la difficoltà a trovare parcheggi sono le principali motivazioni che spingono i giovani e le famiglie con bambini a lasciare il centro cittadino. Lo stesso centro storico che negli ultimi quarant’anni ha perso più di 8.000 residenti, con grosse ricadute su attività commerciale e servizi.

Degrado, problemi di mobilità e caro-affitti: giovani, famiglie e bimbi in fuga dal centro storico di Bologna. Il demografo Bovini: «Bisognerebbe regolamentare la questione degli affitti brevi»

«Le cause sono molteplici. Le prime, più generali, non riguardano di certo solo Bologna ma interessano l’Italia e l’Europa. Mi riferisco al calo delle nascite, alla frammentazione dei nuclei familiari e alla crescita delle cosiddette famiglie unipersonali. C’è poi il tema dei flussi migratori, legati anche alle fragilità affettive. Questi grandi temi si aggiungono alle specificità di Bologna» esordisce il demografo e statistico Gianluigi Bovini, intervistato nell’ambito di un’inchiesta del Resto del Carlino.

«Quali sono queste specificità? – prosegue – Oltre alla presenza massiccia di studenti universitari, negli ultimi anni è esplosa e si è consolidata la modalità degli affitti brevi, anche a causa della crescita turistica. Il centro, in quanto ad attrattività, è il luogo privilegiato se si è di passaggio a Bologna ed è quindi la parte di città che viene investita in modo più pesante da questa tendenza».

Se a ciò si aggiunge il fatto che il patrimonio immobiliare del centro è immutabile (poiché non vi si può costruire ulteriormente), è chiaro che a risentire della diffusione degli affitti brevi è proprio chi è alla ricerca di maggiore stabilità. I costi proibitivi di affitti e case tagliano fuori la maggior parte degli studenti e dei giovani, mentre la carenza di parcheggio limita le famiglie con bambini.

«L’impennata dei valori immobiliari è un ostacolo difficile da arginare ma va per forza trovato un equilibrio, pensando al centro non solo in chiave “temporanea” – conclude Bovini – Si potrebbe partire iniziando a regolamentare seriamente gli affitti brevi». Attualmente, dentro le mura vivono 53.000 persone: un numero comunque importante.

Via San Felice (© Comune di Bologna)

Via San Felice, una strada del centro storico (foto di Comune di Bologna)

E anche la faccia di Bologna si trasforma

Come dicevamo, però, lo spopolamento del centro comporta anche una trasformazione di Bologna stessa. Secondo la Camera di Commercio, che ha fotografato la situazione degli ultimi due anni, il centro storico è diventato sempre più a portata di turista. Questo significa più ristoranti e studi professionali e meno botteghe di artigiani, compresi fruttivendoli, fornai, macellerie e negozi di prodotti tipici. In questo contesto resistono invece i super market.

(Fonte: Il Resto del Carlino, Chiara Gabrielli, Repubblica, Marco Bettazzi)

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