Si dice preoccupato Romano Prodi per quanto visto nel fine settimana italiano, nelle piazze e negli scontri violenti tra forze dell’ordine e giovanissimi. L’ex Presidente del Consiglio si è soffermato sugli eventi che hanno colpito Bologna, Milano e Torino dalla biblioteca ‘Salaborsa‘ della sua città, a margine della presentazione del libro di Paolo Gentiloni, ‘Diventare una potenza’. Le parole del politico ed economista bolognese sono state raccolte da Marco Merlini e compongono l’edizione odierna de la Repubblica. Ciò che turba maggiormente Prodi è «la giovane età dei manifestanti. Io in vita mia non avevo mai visto un’azione di quel tipo senza una bandiera e senza un obiettivo».
Prodi – Le considerazioni sugli eventi del fine settimana
«È una situazione drammatica, che vediamo in tutta l’Europa. In Francia, in particolare. E allora è necessario rifletterci sopra molto, perché è un cambiamento, è un nuovo tipo di mentalità su cui sto ancora riflettendo perché ho paura che duri molto. Come si fa a dare un giudizio politico di una manifestazione in cui l’80% dei fermati sono minorenni. Vi rendete conto? Perché, a parte condannare la violenza in modo totale e completo, ci sono dei momenti in cui non si riesce ad afferrare una logica».
Dopodiché l’ex Presidente della Commissione europea si è rivolto al governo Meloni, attaccando l’esecutivo sul tema dell’europeismo. «L’Italia è filo europea quando deve chiedere qualcosa a Bruxelles, non lo è più quando è il momento di dare. Ma non si può andare a messa e stare a casa. L’Italia è sempre stata il collante dell’Europa, senza non c’è Europa. Lasciamo decidere il nostro futuro a Putin e Trump, che sfrutta le nostre divisioni. Dobbiamo fare una proposta che parli al cuore. Ci vuole un messaggio forte sull’Europa».
