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Scuole aperte in anticipo: i Comuni dell’Emilia-Romagna al lavoro sulla nuova organizzazione

(@RepubblicaBologna)
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Scuole aperte già dal 31 agosto, con laboratori e attività sportive: in Emilia-Romagna prende forma il piano voluto dalla Regione, che ha messo sul tavolo 3 milioni di euro per anticipare il ritorno in classe degli alunni delle elementari. La macchina organizzativa è ufficialmente partita ieri con il primo incontro tra l’assessora regionale Isabella Conti, promotrice del progetto, e i dirigenti dei 42 Comuni coinvolti nella sperimentazione. Un nuovo tavolo tecnico è già previsto per la prossima settimana.

A Bologna non tutte le primarie saranno coinvolte

A Bologna, però, il debutto del progetto sarà graduale. L’assessore alla Scuola Daniele Ara chiarisce che, almeno per questo primo anno, non tutte le primarie saranno coinvolte: i tempi stretti non consentono infatti di avviare gare d’appalto tradizionali, perciò il Comune punta ad affidamenti diretti per selezionare le attività educative e sportive. Palazzo d’Accursio sta individuando alcuni istituti pilota, ma le attività potranno essere frequentate anche da bambini iscritti ad altre scuole.

Non è sciolto il nodo dell’orario

Resta ancora imbrigliato il nodo dell’orario. L’ipotesi di un servizio full time fino alle 17 appare al momento difficile da realizzare nel capoluogo emiliano. Più probabile, invece, una formula limitata alle ore del mattino e senza mensa. Per i dettagli definitivi serviranno ancora alcune settimane.

Anche Reggio Emilia sta valutando il progetto

Anche Reggio Emilia sta valutando il progetto con attenzione. L’assessora alla Scuola Marwa Mahmoud, delegata Anci per questi temi, parla di «un’opportunità importante per famiglie e studenti», ma invita alla prudenza sugli aspetti organizzativi ed economici. Tra i problemi da sciogliere c’è infatti l’anticipo delle risorse da parte dei Comuni, che solo in seguito verrebbero rimborsati dalla Regione: una condizione che non tutte le amministrazioni sono in grado di sostenere.

Le proteste degli operatori turistici della Riviera

Nel frattempo non si placano le proteste degli operatori turistici della Riviera. Bagnini e albergatori contestano il progetto, pur senza modifiche ufficiali al calendario scolastico e nonostante la partecipazione delle famiglie resti volontaria e a costi ridotti, se non gratuita. Il consorzio Riccione Turismo attacca: «Se davvero si vuole sperimentare, allora si posticipi seriamente l’inizio delle lezioni al primo ottobre».

Di tutt’altro avviso Emiliano Sgargi, segretario generale della Filcams-Cgil Emilia-Romagna, che ridimensiona le polemiche del settore balneare: «Aiutare le famiglie nella gestione dei figli non può essere visto come un danno così pesante per il turismo. E forse chi teme queste conseguenze non considera che molte famiglie, semplicemente, le vacanze non possono permettersele».

(Fonte: Repubblica, Caterina Giusberti)
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