Il percorso che porterà il Teatro Comunale di Bologna a riaprire le porte della sua sede storica entra in una fase sempre più concreta. Appuntamento fissato per il 14 febbraio 2027, data che segnerà il ritorno in piazza Verdi dopo oltre quattro anni di lavori e trasformazioni. Ma dietro il progetto di riqualificazione non ci sono soltanto cantieri e restauri: a sostenere il cammino verso il ritorno a casa c’è anche una rete di aziende e realtà private che hanno scelto di investire nella cultura cittadina. Tra i protagonisti di questo percorso c’è Alfasigma, che nel corso degli anni ha consolidato un rapporto sempre più stretto con il Teatro Comunale, rafforzando ulteriormente il proprio impegno anche nel 2026.

Teatro Comunale di Bologna ©RadiaBo
Un investimento nella cultura
Per Stefano Golinelli il rapporto tra azienda e istituzioni culturali va oltre la semplice sponsorizzazione. L’obiettivo, spiega, è creare un legame che produca effetti sulla comunità e sulle persone. «Per la famiglia Golinelli non si tratta solo di un contributo alla cultura o un supporto a singole iniziative. Ma è stato, e continua a essere, un investimento nelle persone». L’azienda farmaceutica sostiene attivamente la programmazione artistica del Teatro, partecipando come presenting partner di produzioni quali Rapsodia Satanica/Cavalleria Rusticana e Napoli Milionaria, oltre a confermare il supporto alla rassegna Jazz on Symphony.
Il cantiere e la nuova idea di teatro Comunale
L’impegno di Alfasigma riguarda però anche gli interventi strutturali. L’azienda sostiene integralmente uno dei cantieri inseriti nel progetto “I 72 Nostoi”, un intervento dal valore di un milione di euro dedicato alla riqualificazione degli spazi del Teatro. Insieme ad altri partner contribuisce inoltre ai lavori di recupero della Sala Bibiena, compreso il restauro della volta e delle strutture esterne dei palchi. Tra le novità previste figura anche uno spazio pensato per nuove attività e occasioni di incontro: una cucina destinata al servizio catering per eventi e iniziative aziendali, con l’obiettivo di creare ulteriori strumenti di sostenibilità economica per la fondazione.
Cultura, impresa e territorio
Il progetto si inserisce in una visione che la famiglia Golinelli porta avanti da decenni e che affonda le proprie radici nell’attività filantropica di Marino Golinelli e nella nascita della Fondazione Golinelli. «Il sostegno che oggi si concretizza in questo importante intervento di ristrutturazione, così come quello che negli anni abbiamo garantito ai diversi programmi e progetti del Teatro, nasce da una convinzione profonda: cultura, impresa e comunità devono crescere insieme».
