A quanto pare il turismo di Bologna è tutt’altro che in crisi: nonostante associazioni del settore come la Fondazione Bologna Welcome abbiano chiuso il 2025 con i conti in rosso, nel primo semestre del 2026 il numero dei visitatori è infatti tornato a salire. L’articolo di Marco Bettazzi pubblicato sul numero odierno di Repubblica parla proprio di questo: in base ai dati, la Grassa, la Dotta, la Rossa sembra andare alla grande dal punto di vista degli arrivi.
Turismo, numeri in crescita a Bologna: nella prima metà del 2026 i visitatori sono aumentati del 4%
A gennaio e febbraio di quest’anno il numero di turisti è più alto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: gli arrivi, trascinati dai turisti stranieri, sono infatti aumentati del 4%. I pernottamenti nel capoluogo emiliano hanno invece fatto registrare una crescita del 6%, pari alle 708mila unità. A confermare tali numeri è stato lo stesso Patrik Romano, direttore generale di Bologna Welcome (l’associazione nata nel 2024 per promuovere, valorizzare e gestire alcuni dei gioielli del nostro territorio).
A essere attirati maggiorente dalle bellezze della nostra città sono soprattutto spagnoli, americani e inglesi, per un totale di 3,2 milioni di presenze. 5 milioni i turisti totali, con un tasso di occupazione delle camere d’albergo di oltre il 72%. Come sottolinea la segretaria di Filcams Cgil Bologna Anna Maria Russo, il turismo è diventato fondamentale per l’economia bolognese.

La centralissima Via Rizzoli e le iconiche Due Torri, veri e propri simboli di Bologna (©Radiabo)
Le condizioni dei lavoratori del settore turistico tra lavoro in nero, contratti illegali e cottimo
Con questo, però, non si può dire che sia tutto rose e fiori. Anzi. La stessa Cgil ha denunciato tali situazioni di illegalità, sottolineando lo sfruttamento purtroppo molto diffuso dei lavoratori del settore turistico. Questi ultimi, infatti, i quali devono devono costantemente confrontarsi con problemi di legalità come contratti pirata, lavoro in nero o a chiamata, cottimo.
Tra le categorie maggiormente colpite, ad esempio, c’è quella delle donne delle pulizie. «La ricchezza prodotta rimane troppo spesso nelle mani di pochi imprenditori, non viene ridistribuita. Ciò accade anche in alcuni hotel di lusso tra i più conosciuti della città. Non basta l’applicazione dei contratti, se non si pagano le prestazioni straordinarie. Com’è possibile che si possa agire nell’illegalità senza controlli?» prosegue la Cgil, che attacca l’associazione di categoria Federalberghi.
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore interviene: «Entro le prime due settimane di giugno incontreremo i sindacati e le associazioni, penso che il dibattuto debba coinvolgere anche le imprese. L’obiettivo? Costruire un’intesa per affrontare dignità del lavoro, legalità e qualità dell’impresa» .
