Sono passati dieci anni da quando Umberto Eco ci ha lasciati nella sua casa milanese e Bologna ha scelto di non dimenticarlo. Nella sua Università, la città emiliana ha offerto alla famiglia di ricreare la ricca biblioteca del grande accademico nell’ormai lontano 2017 e, finalmente, ieri il progetto è diventato realtà.
Oltre 32.000 libri, destinati ad aumentare grazie ad un progetto in espansione, sono già presenti dentro a Palazzo Poggi, assieme ad una targa commemorativa che ha commosso la moglie Renate Ramge. In quella che è stata una giornata dedicata alla memoria di un volto emblematico del panorama intellettuale italiano, i presenti e gli organizzatori hanno regalato la possibilità alle generazioni future di usufruire degli stessi testi di Eco: un dono troppo grande per essere ignorato.
L’Eco di Bologna: un legame storico
Era il 1975 quando l’ateneo bolognese decise di dare la cattedra di semiotica ad Umberto Eco. Negli oltre trent’anni di insegnamento, il semiologo vide diventare un bestseller il suo testo più conosciuto, “Il nome della rosa“, vincitore del Premio Strega 1980, ma ebbe soprattutto modo di far crescere intere generazioni di giovani studenti, che poi sono diventati i cittadini di oggi.

Logo Alma Mater Studiorum, foto generata con AI (@Radiabo)
Divenne, negli anni ’90, il primo direttore di Scienze della Comunicazione, per poi fondare un Master dedicato all’editoria. Il legame tra il professore e la città dotta, però, non è univoco. Come Bologna è grata a Eco, anche Eco è sempre stato legato a Bologna, e lo dimostrano i suoi continui ritorni in terra emiliana. Pare giusto, dunque, che la sua biblioteca abbia sede proprio qui, nella metropoli che lo ha saputo adottare.
Solo l’inizio
Come riportato nel numero odierno di Repubblica, il progetto è finalmente partito e, da oggi, si potranno prenotare ingressi e visite guidate. Tra testi storici, traduzioni, romanzi contemporanei e dei secoli scorsi, finalmente il patrimonio culturale della famiglia Eco sarà accessibile a studenti e letterati. Un regalo unico, che Bologna è fiera di ospitare.
