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“Campus di calcio”: gli studenti che dal fango fondarono il Bologna

Dalle aule dell’Alma Mater ai gibbosi prati di periferia: la genesi rossoblù raccontata attraverso una mostra sui giovani accademici che portarono il football nella Turrita.

“Campus di calcio. Studenti del Bologna FC dall’Università alla città“
Porzione del manifesto della mostra “Campus di calcio. Studenti del Bologna FC dall’Università alla città“. (Credits: Bologna FC)

Campus di calcio. Studenti del Bologna FC dall’Università alla città, curata dall’Archivio Storico Unibo in collaborazione con il club rossoblù e il Reale Collegio di Spagna, è la mostra che abiterà Palazzo Poggi da venerdì 10 aprile a martedì 2 giugno.

Un viaggio tra immagini e documenti del primo ’900 che narra come, dalla spensieratezza di alcuni universitari, siano scaturite la passione per il calcio nel capoluogo emiliano e la nascita della storica società felsinea.

Come tutto ebbe inizio

La mostra, come riportato da Repubblica e dal sito bolognafc.it principia il racconto con l’approdo in Italia dello spagnolo Benito Alvarez Buylla, studente del Reale Collegio di Spagna. Di rientro dall’Inghilterra, porta sottobraccio un souvenir che è il seme del calcio che verrà: una sfera di cuoio, oggetto all’epoca alieno e misterioso per tutti gli ambienti bolognesi.

Il calcio, da decenni lo sport popolare per antonomasia, a Bologna fu inizialmente lo svago di pochi giovani universitari. Figli di una borghesia facoltosa che garantiva loro contatti internazionali, tempo libero e il lusso di acquistare i primi palloni, questi studenti trasformarono un passatempo straniero in una passione cittadina.

Campus di calcio“: la memoria del mito

Così, a inizio secolo, divenne abitudine ritrovarsi ai Prati di Caprara, un pascolo adibito anche alle esercitazioni militari che il pecoraio, però, lasciava in uso ai ragazzi: portavano il pallone, montavano le porte e tracciavano, solo quando si scontravano due vere e proprie squadre, le righe sul terreno.

In quegli anni, tra questi eclettici ragazzi di buona famiglia che tornavano a casa con i vestiti sozzi di sterco, ritroviamo personalità come Vittorio Puntoni, figlio del Rettore dell’Università di Bologna e futuro medico di fama; accanto a lui, tra i “matti” che correvano dietro al pallone, c’erano anche coloro che il 3 ottobre 1909 si ritroveranno alla Birreria Ronzani per trasformare quella goliardia studentesca nel Bologna FC.

Spiccano figure quali il boemo Emilio Arnstein, vera forza motrice della fondazione, Antonio Bernabéu, fratello di quel Santiago che farà la storia del Real Madrid, Arrigo Gradi, colui che “rubò” per i felsinei il rossoblù dalla maglia del collegio svizzero dove aveva studiato, e infine Louis Rauch, il dentista svizzero che divenne il primo presidente.

L’esposizione si sofferma anche sui primi anni di vita del club, rievocando uomini come l’ingegnere Giuseppe Della Valle, primo bomber del capoluogo emiliano a superare i 100 gol e ultimo, iridescente esponente di una dinastia di campioni.

Attraverso documenti dell’Archivio Storico Unibo, del Bologna FC, del Reale Collegio di Spagna e della Fondazione Carisbo, l’esposizione raccoglie fascicoli universitari e frammenti di vita dei pionieri rossoblù, la cui storia è intessuta nelle trame della società.

1 Comment

1 Comment

  1. Maria Mangano

    9 Aprile 2026 at 22:20

    Bellissimo articolo,che riporta con stile scorrevole e preciso la nascita di una grande squadra raccontata in una mostra fotografica che appare interessante

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