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Bologna, posati i primi blocchi d’acciaio: avanti i lavori per salvare la Torre Garisenda

Il cantiere della Garisenda avanza con l’installazione delle prime strutture in acciaio. Ora si prepara il montaggio dei maxi-tiranti per stabilizzare la torre simbolo della città.

De Pasquale su Bologna - Le due torri di Bologna, Garisenda e Asinelli
Le due torri di Bologna, Garisenda e Asinelli (© Wikipedia)

Avanza, seppur a piccoli passi, il cantiere per la messa in sicurezza della Garisenda. Sono stati posizionati i primi quattro blocchi di carpenteria in acciaio necessari per preparare il montaggio delle due grandi macchine da tiro, destinate a stabilizzare la torre medievale di Bologna. Un nuovo passaggio importante nell’ambito di un intervento complesso, che procede attraverso diverse fasi operative.

Come riportato da Il Resto del Carlino, i primi maxi-blocchi sono stati collocati nella base a nord, sotto gli occhi dei passanti di piazza di Porta Ravegnana. Le strutture metalliche serviranno a sostenere le macchine che dovranno agganciare la torre e consentire il posizionamento dei due maxi-tiranti. L’operazione rappresenta un ulteriore passo avanti rispetto ai lavori preparatori già avviati nelle scorse settimane.

Garisenda, dieci mesi per posizionare i maxi-tiranti

La struttura di sostegno sta prendendo forma dopo il completamento del posizionamento di circa ottanta micropali, che costituiscono parte delle fondamenta dei due tiranti. Il prossimo passaggio riguarderà proprio l’installazione delle grandi strutture di trazione, per la quale potrebbero essere necessari ancora una decina di mesi.

Le due macchine, già testate a Cesena all’inizio dell’anno, utilizzano una tecnica particolare: una esercita trazione sull’altra. Un sistema già sperimentato con successo durante gli interventi di salvataggio della Torre di Pisa alla fine degli anni Novanta.

Consolidamento della torre, previste anche iniezioni di malta

Il progetto di messa in sicurezza comprende tre interventi principali: il posizionamento dei micropali di fondazione, l’installazione dei tiranti e le iniezioni di malta, che contribuiranno a consolidare il monumento. A queste operazioni si affiancherà una struttura di carpenteria metallica destinata ad avvolgere la metà inferiore della torre.

Il sistema sarà inoltre dotato di sensori per monitorare costantemente gli spostamenti della Garisenda. I dati verranno analizzati dal team Garisenda, composto da esperti delle università di Bologna, Genova, Pisa e San Marino. I lavori hanno già accumulato qualche ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale e richiederanno ancora tempo prima di arrivare al completamento.

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