Che cosa differenzia l’essere umano dagli altri animali? Alcuni direbbero il pollice opponibile o la bipedia, la società che si è creata o la capacità di plasmare il mondo a modo proprio. E se invece una delle risposte fosse la risata? Strano ma vero: come riporta Elena Dusi di Repubblica, le basi scientifiche in tal senso ci sono eccome.
15 milioni di anni e la risata
Tante volte ci chiediamo come fosse la prima casa, il primo uomo della storia o la prima civiltà. E per quanto riguarda la prima risata? Sarebbe una domanda un po’ meno scontata o impattante, eppure abbiamo anche qui un margine di risposta.

Educatore (@depositphotos)
Circa 15 milioni di anni fa, alcuni gruppi di scimmie, che millenni dopo si sarebbero evolute nei primi uomini, iniziarono a giocare come dei cuccioli. E lì, come dichiara la primatologa di Warwick Chiara De Gregorio, iniziarono a sviluppare le prime risate. Un semplice meccanismo per dimostrare al compagno che gli scherzi erano innocui, che si stava bene. E, soprattutto, un gesto molto diverso da quello che conosciamo oggi.
L’evoluzione della gioia
Anche oggi i primati ridono per motivi simili, celia e solletico. I cani fanno un gesto simile alzando i denti. Gli uomini, però, sanno divertirsi in maniera diversa, variando il ritmo e l’intensità. Questo porta a vari e articolati segnali, molto diversi, che sono a tutti gli effetti un unicum nel regno animale. Scoperti a Warwick grazie al ritmo dei singulti, restano un messaggio universale, frutto del duro lavoro di una eccellenza italiana come la primatologa De Gregorio.
