Qualche settimana fa è iniziato il secondo programma sui libri di Radiabo, si chiama “Librarsi” ed è condotto da Diletta Rocca, e nella prima puntata uno dei libri di cui si è parlato è proprio il consiglio letterario di oggi: “La malinconia delle storie sospese” di Minsoo Kang.
Lo spazio per la lettura aumenta quindi, sulle nostre frequenze, con “Librarsi” che si affianca quindi a “Un libro nel cuore”. Nella puntata di debutto, Diletta Rocca ci ha parlato del valore della lettura come strumento di leggerezza e libertà, ed ha esplorato la funzione salvifica della narrazione.
I romanzi presentati sono stati “Nel vasto mondo selvaggio” di Lauren Groff e “La malinconia delle storie sospese” di Minsoo Kang, è quello di cui vi parliamo di seguito.

Copertina de “La malinconia delle storie sospese” di Minsoo Kang
La malinconia delle storie sospese, di Minsoo Kang
Opera stratificata che esplora il bisogno profondo dell’essere umano di trovare un senso al proprio destino attraverso la narrazione, il romanzo di Kang “La malinconia delle storie sospese” si sviluppa su due linee temporali distinte che finiscono per dialogare tra loro.
In quella contemporanea seguiamo uno storico, rimasto vedovo, impegnato a dimostrare una tesi controversa: la società in cui vive non è il modello di perfezione descritto nei libri di testo, ma è fondata sull’inganno.
La storyline parallela vive in un passato mitico, dove un cantastorie condannato a morte da un imperatore è chiamato a narrare la storia più bella di tutte per avere salva la vita, richiamando la struttura classica de “Le mille e una notte”.
Il tema centrale è la potenza della storia come strumento di sopravvivenza e trasformazione del dolore. Kang utilizza uno stile capace di creare un’atmosfera onirica sospesa tra realtà e immaginazione. Il titolo stesso fa riferimento alle “storie sospese”: quelle interrotte o dimenticate, che rispecchiano le vite che non si compiono come previsto e i finali che tardano ad arrivare.
