Pat Metheny crea, con semplicità, degli autentici capolavori. L’artista statunitense, con il suo brano strumentale del titolo, sembra invitarci a seguire un ritmo riconducibile a quello del flusso di pensiero
Quello di un lungo viaggio, in un paese qualsiasi del nostro mondo, in cui ci si perde ad osservare fuori dal finestrino il susseguirsi di immagini. Dove tutto scorre mentre dentro qualcosa si ferma.
Il ritmo è costante, quasi ipnotico che sembra riprodurre quello della locomotiva in movimento, in una corsa continua e regolare come quel movimento interiore che conosciamo bene. Noi siamo sul quel treno, la cui corsa, regolare e veloce, ci aiuta a pensare alle mura di casa, al nostro passato, dove è nato tutto, dove ci sono i nostri affetti. E la musica strumentale, un viaggio soprattutto interiore, ci invita a tornare verso qualcosa che amiamo sapendo che però il viaggio conta quanto l’arrivo.
La forza strumentale di Pat Metheny
Dal punto di vista psicologico questo andamento produce effetti molto particolari. Induce in uno stato contemplativo, di riflessione e favorisce il fluire dei ricordi, come se il viaggio dovesse continuare sempre e comunque. Il viaggio risulta poi la metafora della nostra vita.
Sì perché non ci definisce soltanto la meta, una casa che è, allo stesso tempo, luogo sicuro e luogo degli affetti; ma definisce ciò che accade mentre ci stiamo andando incontro. E allora, se potete, chiudete gli occhi. E lasciatevi trasportare… lasciate semplicemente che accada.. lasciatevi accompagnare da questo movimento: dal battito del treno, che è anche il battito della memoria, nella quale cercare quegli affetti. Affetti che proprio perchè assolutamente importanti, ci inducono a prendere mille volte quel treno, che spesso è il primo passo per tornare a casa.
E sperando di fare cosa gradita, vi facciamo ascoltare, versione unplugged, una meravigliosa versione di Last train Home; buon ascolto!
