Un illusione di luce unita ad arte e spettacolarità visiva si appresta ad animare il cuore monumentale di Bologna, accendendo i riflettori sull’iconica Basilica di San Petronio.
Attraverso un’innovativa installazione, la città si prepara a mostrare ai cittadini e ai visitatori una visione del tutto inedita di uno dei suoi simboli più amati e affascinanti.
I bozzetti del passato in Piazza Maggiore
Come riporta Luca Baccolini sulle pagine de La Repubblica, dal 18 al 20 settembre, grazie al videomapping ideato da Luca Agnani per Bologna Festival, la parte superiore rimasta grezza della basilica prenderà magicamente vita, mostrando tredici bozzetti di completamento concepiti da maestri come Palladio, Vignola, Giulio Romano e Mario Cucinella.
Ad arricchire l’inaugurazione sarà la voce e il racconto dello storico dell’arte Jacopo Veneziani. Offrendo una chiave di lettura sul “non finito”, ha spiegato:
«L’iconicità di San Petronio […] coincide col suo essere incompiuta. […] Bologna ha preferito proteggere il proprio non finito, è un’opera aperta, capace di innescare un dialogo diretto con chiunque ci passi davanti: una tela bianca che ti costringe a immaginare».
Veneziani ha poi proseguito precisando:
«Non si tratta di una mancanza, secondo me, ma di un trattato di geopolitica rinascimentale a cielo aperto […]. Sono da sempre un grande sostenitore del non finito. Funziona esattamente come le ultime sculture di Michelangelo o i brani di tela grezza lasciati a vista da Cézanne: sono silenziose porte d’accesso che facilitano l’ingresso dell’osservatore nell’opera».
Collegando l’architettura alla vita della città, ha aggiunto:
«Piazza Maggiore è un luogo profondamente democratico, popolare, penetrabile da ogni lato Costruita con i simboli del potere, resta una scenografia pensata per il popolo, non per chi abita nei palazzi».
Un’opera aperta
La rievocazione virtuale dei progetti mai realizzati per la basilica di San Petronio dimostra come l’identità artistica di Bologna risieda anche nella forza del suo patrimonio non completato.
Trasformando un cantiere rimasto sospeso per secoli in una straordinaria occasione di riscoperta culturale e partecipazione pubblica, l’iniziativa celebra la bellezza di un’architettura viva e capace di continuare a far dialogare passato e presente.
