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«Senza chiedere permesso», la storia di Elena Rasia diventa un film premiato a Roma

Dall’idea di un’abitazione condivisa alla conquista dell’autonomia: il progetto nato a Bologna dalla volontà di una 34enne con paralisi cerebrale arriva sul grande schermo. L’opera segna l’esordio alla regia di Giacomo Mazzariol e conquista il premio per il miglior film ad Alice nella Città.

Vivere in autonomia, costruire relazioni alla pari e avere la possibilità di decidere del proprio futuro. È da questo desiderio che nasce la storia di Elena Rasia, 34 anni, bolognese con paralisi cerebrale costretta a muoversi in carrozzina. Per lei, conquistare l’indipendenza significa soprattutto poter abitare la propria città senza sentirsi invisibile o indesiderata, come se la disabilità la rendesse un’ospite in una realtà che le appartiene. Una sfida personale diventata anche un progetto concreto attraverso la piattaforma Indi Mates, con cui Elena ha dato vita a un’esperienza di abitare collaborativo. Il percorso non è stato privo di ostacoli: lo scorso anno, un incendio nell’appartamento che aveva trovato e condiviso ha rischiato di compromettere quel sogno. Ma la sua storia ha continuato a farsi strada, fino ad arrivare al cinema.

Perché «Senza chiedere permesso» ha conquistato la giuria?

La vicenda di Elena è al centro di Senza chiedere permesso, film che segna l’esordio alla regia di Giacomo Mazzariol, autore di Mio fratello rincorre i dinosauri e Gli squali. La pellicola ha ottenuto il Premio miglior film – Raffaella Fioretta per il cinema italiano alla XXIV edizione di Alice nella Città, manifestazione dedicata alle nuove generazioni che si svolge parallelamente alla Festa del Cinema di Roma. Alla protagonista Nicole Bellisario è stata inoltre assegnata la menzione speciale del premio U.n.i.t.a. Under 35. La giuria ha riconosciuto nell’opera «un racconto di vita quotidiana e di crescita personale capace di affrontare il tema della disabilità senza retorica». Prodotto da Cinel Italia con Rai Cinema e Martha Production, con il contributo della Regione, il film è stato girato a Bologna e provincia, tra cui Pianoro e San Giovanni in Persiceto.

Abitare insieme per costruire rapporti alla pari

Alla base del progetto c’è un’idea semplice, ma capace di mettere in discussione i pregiudizi: condividere un’abitazione con un’altra persona, pagando l’affitto in cambio di un sostegno nella vita quotidiana. Come spiega Mazzariol, però, il valore dell’iniziativa va oltre la soluzione abitativa. Al centro ci sono l’incontro, la reciprocità e la possibilità di costruire «rapporti paritari con le persone con disabilità, senza pregiudizi». Un messaggio che ha trovato spazio anche nelle parole dell’assessora regionale Gessica Allegni, che ha definito il riconoscimento una «Bellissima notizia per il cinema dell’Emilia-Romagna». Elena, dal canto suo, spera che la pellicola possa raggiungere un pubblico sempre più ampio. «Non vedo l’ora che questo film arrivi a più persone possibili, perché racconta una verità in cui credo: l’indipendenza non significa entrare in una vita già disegnata da qualcun altro, ma avere la possibilità di scegliere la propria». Una dichiarazione che riassume il senso della sua battaglia: non chiedere il permesso di vivere, ma poter scegliere come farlo.

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