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Bologna: Quarta in Italia per aumento degli affitti

Fondazione Bologna Welcome in perdita (caro affitti)
Fonte immagine: Depositphotos

Solo Milano, Firenze e Bologna hanno fatto “peggio” di Bologna negli ultimi sei anni sul caro affitti. L’aumento dei canoni di locazione, richiesti mediamente ai cittadini per un appartamento, è cresciuto del 45%.  E la situazione non sembra possa migliorare nel breve periodo.

A Bologna affitti alle stelle

Magari non arriveremo mai alle punte massime di Milano, ma a Bologna i canoni di locazione iniziano a diventare proibitivi. Facciamo un esempio? Nell’articolo odierno del Corriere di Bologna, a firma Chiara Marchetti, un appartamento nel Centro di Bologna di 70 metri quadrati  può raggiungere anche i 1250 euro al mese. Questo rilevazioni provengono dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, che non si discostano da quelle espresse dall’Ires della Cgil.

L’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali nel suo ultimo Osservatorio, pubblicato qualche giorno fa, aveva sottolineato l’aumento del costo della vita, affitti compresi. Il confronto con il 2019 rendeva bene il concetto espresso: prendendo ad esempio la stessa metratura (70 mq), sette anni fa il costo medio per affittare un appartamento erano necessari 860 euro. Dato medio ma esplicativo di un trend, che oggi è aumentato, quasi, del 50%.

Ma le retribuzioni salgono di pari passo?

Non vi teniamo sulle spine e la risposta è no. Tra il 2019 e il 2025 gli stipendi sono cresciuti “solo” del 12%, creando un mismatch importante fra costo della vita e potere di acquisto. Con un risvolto che non colpisce solo il Diritto all’abitazione, ma può creare un’autentica emergenza economica. L’esempio di Milano è sotto gli occhi di tutti: città troppo cara per gran parte della popolazione, che sceglie di vivere lontano dal capoluogo lombardo. Lo stesso può capitare a Bologna, complicando, per esempio, la ricerca di manodopera anche qualificata, rischiando di frenare così investimenti e sviluppo locale.

Soluzioni: magari incominciare dal recupero immobiliare (anche quello delle istituzioni, non solo quello privato), da mettere in affitto a canoni da economia sociale. E’ sicuramente un inizio, magari non sufficiente, ma importante per proseguire sulla strada delle soluzioni.

E tu cosa ne pensi?

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