Nuova giornata di protesta al Liceo Minghetti, dove gli studenti della scuola bolognese hanno deciso di interrompere le attività didattiche dando il via a un’occupazione destinata a durare fino a martedì. L’iniziativa è maturata dopo un’assemblea partecipata, durante la quale circa 300 studenti hanno votato a favore della mobilitazione. L’azione è iniziata con un gesto simbolico: uno striscione esposto sulle scale antincendio della sede centrale di via Nazario Sauro, accompagnato da cori e applausi nel cortile. Un segnale chiaro di un malcontento che, secondo il collettivo studentesco, affonda le radici in questioni più profonde legate al sistema scolastico.

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Le ragioni della protesta al Liceo Minghetti
Alla base della mobilitazione ci sono critiche articolate e fortemente politiche. Gli studenti parlano di un sistema “marcio, classista e repressivo”, accusato di aver perso la sua funzione formativa ed emancipatrice. Nel mirino anche l’ingresso, ritenuto sempre più evidente, di tematiche e iniziative legate al mondo militare all’interno delle scuole. Tra gli episodi, un recente incontro organizzato con l’Accademia militare, che aveva già suscitato polemiche nelle settimane precedenti. A questo si aggiungono denunce su presunti provvedimenti disciplinari nei confronti di studenti attivi nelle mobilitazioni e timori legati a un clima percepito come limitante per il dissenso. Il collettivo ha inoltre rilanciato lo sciopero previsto per il 7 maggio, invitando studenti e docenti a partecipare a una giornata di protesta più ampia.
Tensione nella succursale: interviene la polizia
Se nella sede centrale l’occupazione si è svolta in modo ordinato, nella succursale di vicolo Stradellaccio si sono registrati momenti più delicati. Alcuni studenti hanno infatti bloccato gli ingressi utilizzando catene e cassonetti, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine per ripristinare l’accesso. Nonostante le difficoltà iniziali, le lezioni per chi ha voluto partecipare sono comunque riprese, almeno parzialmente.
Il punto della dirigenza del Liceo Minghetti
Il dirigente scolastico Roberto Gallingani ha spiegato di aver tentato una mediazione, proponendo un’alternativa all’occupazione. «Ho proposto l’autogestione, non hanno accettato», ha dichiarato, sottolineando come il dialogo non abbia portato a un compromesso.
Verso le prossime mobilitazioni
L’occupazione si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazioni studentesche, con uno sguardo già rivolto alle prossime scadenze, tra cui le iniziative legate al 25 aprile. Il collettivo ha ribadito la propria posizione antifascista e l’intenzione di proseguire con forme di protesta.
