Seguici su

Ciao, cosa stai cercando?

Cronache

Serie tv fuori dalla prima serata: il nuovo volto della tv generalista (dominata dai game-show)

Il predominio dei game show modifica gli equilibri televisivi, costringendo le fiction a orari sempre più penalizzanti.

C’è una sensazione che ormai si fa strada con sempre maggiore evidenza: le serie tv stanno perdendo terreno nella televisione generalista. Non per mancanza di qualità o interesse, ma per una questione di spazio e, soprattutto, di orari. La fascia più ambita, quella della prima serata, è ormai occupata stabilmente da quiz e game show che si allungano fino alle 22. Un meccanismo consolidato, che funziona in termini di ascolti e pubblicità e che, proprio per questo, difficilmente viene messo in discussione.

Le serie tv partono sempre più tardi

Quando una fiction inizia dopo le 22 e dura circa due ore, il finale scivola inevitabilmente oltre la mezzanotte. Un orario che molti spettatori non riescono più a sostenere. Il pubblico, semplicemente, si adatta: c’è chi spegne, chi rimanda e chi recupera il giorno dopo sulle piattaforme. Ma questo cambia profondamente il senso della televisione tradizionale, che vive di visione in diretta, di ascolti immediati, di competizione serale.

La sfida degli ascolti: intrattenimento contro racconto

Nel frattempo, il duello tra reti si gioca su altri terreni. Da una parte Gerry Scotti, dall’altra Stefano De Martino: due volti forti che guidano programmi capaci di catturare milioni di spettatori. Quiz e game show si dividono il pubblico e, soprattutto, la fetta più ricca della pubblicità. Un equilibrio che nessuno vuole rompere. Ridurre la durata di questi programmi significherebbe rischiare di perdere ascolti e introiti. E così le serie tv restano in attesa, relegate a una fascia oraria sempre meno favorevole.

La ruota della Fortuna (©Mediaset)

Da prodotto di punta a contenuto sacrificato

Il rischio, secondo molti addetti ai lavori, è che le serie tv vengano progressivamente ridimensionate. Da cuore pulsante della narrazione televisiva a prodotto quasi “di contorno”. Eppure, proprio la fiction ha rappresentato per anni uno degli strumenti principali per raccontare l’Italia, le sue trasformazioni, le sue storie. Oggi, invece, sembra pagare il prezzo di un sistema che privilegia risultati immediati rispetto alla costruzione di valore nel tempo.

Serie tv e streaming: un modello da imitare?

Tra le possibili soluzioni c’è quella di guardare alle piattaforme come Netflix e Prime Video, dove gli episodi durano meno e si adattano meglio ai ritmi del pubblico. Ridurre la durata delle puntate potrebbe permettere di anticipare la chiusura delle serate, rendendo le serie tv più accessibili. Ma si tratterebbe di una vera rivoluzione, che richiederebbe un cambio profondo anche nella scrittura e nella produzione. Non mancano comunque le eccezioni: alcune serie tv riescono ancora a ottenere risultati importanti, superando anche il 25% di share. Ma sono casi isolati, che non modificano l’impianto generale. Resta un dubbio: quanto avrebbero potuto fare, in termini di ascolti, con una collocazione più favorevole?

1 Comment

1 Comment

  1. Pingback: American Horror Story 13 uscirà a settembre: le prime immagini

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *