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L’Emilia-Romagna e l’iniziativa contro l’abuso dei farmaci per dimagrire

La corsa ai farmaci per dimagrire ha portato l’Emilia-Romagna a ideare un’iniziativa per contrastare l’abuso di queste sostanze

Farmaci per dimagrire
Fonte immagine: Depositphotos

Dal 2024 a oggi c’è stato un vero e proprio boom del consumo di farmaci per perdere peso, utilizzati sempre più spesso da coloro che vogliono dimagrire senza fare troppa fatica pur non essendo affetti da obesità o da altre malattie simili. Una moda che arriva direttamente da Hollywood, dove le star fanno uso ormai da tempo di sostanze come l’Ozempic, un semaglutide (ovvero un medicinale usato nel trattamento del diabete) commercializzato da una multinazionale farmaceutica danese e diventato ormai famosissimo e molto diffuso anche a causa dei social network.

Farmaci per dimagrire, il parere del dottor Pagotto del Sant’Orsola: «Per l’utilizzo serve il parere medico, per questo abbiamo emesso delle linee guida. In Emilia-Romagna siamo partiti con una bella iniziativa»

Secondo i dati, il consumo di queste sostanze amatissime dai vip è cresciuto notevolmente in Italia, facendo registrare un aumento del 78%. Le farmacie sono state invase da richieste di acquisto indipendente, ovvero senza ricetta (che invece è necessaria). La domanda è esplosa anche sul dark web, dove i farmaci dimagranti sono commercializzati in un mercato nero che rischia di fare parecchi danni.

Com’era prevedibile i professionisti della salute appaiono contrari a questa moda, i cui effetti collaterali non sono ancora del tutto chiari. Tra questi c’è il professor Uberto Pagotto, direttore di Endocrinologia, Prevenzione e cura del diabete del Sant’Orsola, uno dei principali ospedali di Bologna, nonché presidente eletto della società italiana di obesità. «C’è molta differenza tra chi chiede il farmaco perché vuole solo dimagrire e chi è affetto da obesità, che è una malattia. L’Istituto superiore di sanità ha emesso delle linee guida che determinano con precisione quando questi farmaci possono essere essere prescritti» spiega il professor Pagotto.

«Siamo partiti con una bella iniziativa in Emilia-Romagna – prosegue – Una quarantina di centri, che possono andare dal libero professionista al centro di terzo livello come quello che dirigo io, ci siamo messi insieme e creato un protocollo approvato dal Comitato etico per andare a valutare a chi stiamo dando questi farmaci. Ci sono una serie di parametri precisi, tipo quali tentativi aveva fatto prima di prendere il farmaco. Ancora non c’è una risposta».

(Fonte: Il Resto del Carlino, Monica Raschi)

 

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