E’ in arrivo una maratona di arte, musica e creatività pronta ad animare il DamsLab di Piazzetta Pasolini 5b. Domani, 23 maggio, dalle 14.30 alle 19, debutta il primo Dams Day: una giornata aperta a tutti, studenti universitari, futuri iscritti o curiosi, pensata soprattutto per avvicinare le scuole superiori al mondo del Dams.
Nato nel 1971, il Dams continua a confermarsi come uno dei principali laboratori culturali dedicati alle arti e ai linguaggi contemporanei. E il Dams Day vuole essere la testimonianza concreta di questa evoluzione.
«Una giornata contenitore»
Mostre, concerti, laboratori teatrali, cortometraggi, incontri e performance si alterneranno in un vero e proprio happening dedicato alle arti. «Una giornata contenitore», la definisce Paolo Noto, coordinatore del Dams, nata per raccontare cosa significa oggi studiare discipline artistiche all’università. Non un’accademia dove si impara semplicemente a dipingere, recitare o suonare, ma un luogo in cui teoria e pratica si intrecciano sempre di più attraverso esperienze concrete e condivise.
La creatività, il cuore dell’evento
Negli ultimi anni, infatti, i laboratori e le occasioni di produzione creativa si sono moltiplicati, rispondendo al desiderio degli studenti di essere non solo osservatori e studiosi, ma protagonisti attivi del sistema delle arti. Ed è proprio la creatività delle studentesse e degli studenti a diventare il cuore dell’evento.
In programma mostre, concerti, cortometraggi e laboratori
Il programma si aprirà con la mostra The Power City: Cyborg Dystopia di Marco Bolognesi e con il concerto di Giulia Leone e dei Meltin’ Pop, nato dal laboratorio di progettazione e realizzazione di eventi musicali. Nel corso del pomeriggio spazio anche ai cortometraggi “Quella giusta” e “Resilienza”, accompagnati dall’incontro con gli autori Simona Rurale e Lorenzo Sicuranza, oltre al Progetto Repubblica, laboratorio teatrale guidato da Omar Nedjari.
Un momento per la ricerca e per gli incontri
Non mancherà un momento dedicato alla ricerca, con la presentazione delle tesi di laurea di Elena Perini, “Fotografare per resistere”, ed Elisabetta Pasini, “Zanele Muholi e il corpo della donna postcoloniale”.
Gran finale con l’incontro “Dopo l’università che potevo far” insieme a Iosonouncane, seguito da una selezione musicale curata dall’artista.
Per partecipare è possibile iscriversi anche attraverso la piattaforma open.unibo.it.

